Videogame, pro e contro
«Gioco per non annoiarmi»
«Tra gli svantaggi l’isolamento»

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MACERATA – L’analisi sul gaming disorder realizzata dalle classi 1° D e 2°G del liceo artistico “Cantalamessa” nell’ora dell’Alternativa alla religione cattolica

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Il gaming disorder e l’impatto sui giovani. E’ il tema che hanno affrontato le classi 1° D e 2°G del liceo artistico “Cantalamessa” di Macerata nell’ora dell’Alternativa alla religione cattolica. 

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Dal gennaio 2022, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha riconosciuto ufficialmente il “Gaming disorder” fra le dipendenze ovvero un utilizzo compulsivo o eccessivo di giochi elettronici e app di gaming, tale da interferire con la vita quotidiana di una persona.
Stando ai dati raccolti a maggio 2023 dall’Irrcs Stella (Centro d’avanguardia per la diagnosi, l’assistenza, la riabilitazione e la ricerca scientifica nell’ambito della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) e l’Ast di Bologna su oltre 8700 studenti tra gli 11 e i 17 anni, quasi il 12% ha una forma di dipendenza dai videogiochi e il 2,5% fa un uso compulsivo dei social, mentre l’1,8 % si chiude per mesi in camera vivendo su computer e smarthphone.
I dati sono allarmanti, ma perché così tanti giovani trascorrono molte ore davanti ad uno schermo di computer o cellulare?
Abbiamo rivolto alcune domande ad alcuni studenti/studentesse che frequentano diverse scuole superiori.
Giochi coi videogame e se sì quali videogiochi preferisci?
D.F: Si gioco e prevalentemente preferisco game di costruzione tipo Sandbox o Survival in particolar modo Minecraft. Minecraft è un gioco composto da blocchi, creature e community. I blocchi possono essere utilizzati per rimodellare il mondo o costruire fantastiche creazioni. Puoi combattere o fare amicizia con le creature, a seconda del tuo stile di gioco. Mi piace giocarci
G.F: Io amo fare giochi di avventura e parkour, dove mi posso mettere alla prova.
R.F. Si gioco e mi piacciono game automobilistici come NFS e di azione tipo Mortal Combact dove bisogna combattere.
P.M: Dipende dall’umore del momento ma solitamente gioco a game di azione o sport.
H.X. Personalmente mi piacciono gli Open-world-rpg che è un mondo virtuale in cui il giocatore può avvicinarsi agli obiettivi liberamente, al contrario di un mondo con un gameplay più lineare e strutturato. Genshin impact è quello a cui gioco di più.
R.Z: Preferisco giochi di combattimento e di azione come Injustice 2, Fortnite, Overwatch 2 e FNAF appartenente al genere horror.
Dall’analisi delle risposte risulta che le preferenze dei giocatori/giocatrici vertono sull’azione anche di combattimento e sui giochi creativi. Non c’è distinzione tra ragazzi/e nella scelta dei giochi, anche le studentesse scelgono giochi di combattimento dove possono esprimere la propria aggressività.
Da una recente ricerca americana della University of Missouri risulta che l’uso di alcuni videogames può stimolare atteggiamenti di questo tipo. Infatti i videogiochi violenti desensibilizzano il cervello alle immagini ‘crude’ e inducono a comportamenti irruenti.
Quante ore trascorri sui videogame?
A questa domanda le risposte sono state molto simili, in genere hanno detto che in media giocano dalle due alle tre ore al giorno più i momenti di pausa tra un’attività e l’altra, per cui, di fatto il numero delle ore aumenta considerevolmente
Perché giochi ai videogame?
Anche in questo caso le risposte analoghe. Il motivo principale è che i videogiochi permettono di non annoiarsi, di divertirsi e distrarsi uscendo dalla vita reale. Inoltre danno un senso di libertà dimenticando ogni responsabilità.
Riflettendo su queste risposte si comprende che la noia non è vista come un momento positivo, magari di riflessione ma una cosa da cui stare lontani, inoltre, è alquanto preoccupante la volontà e la ricerca di voler vivere una realtà virtuale ben lontana dalla reale che non viene accettata. Il rischio è che quando si è troppo presi dalla realtà virtuale ci si può perdere nella rete.
Quali sono i pro e i contro dei videogiochi e cosa insegnano?
G.F: Il gioco eccessivo coi videogame porta alla pigrizia della vista all’isolamento, ma tra i vantaggi inserisco lo sviluppo della creatività e della logica. Inoltre aiutano ad apprendere.
R.F: Se si gioca per troppo tempo ne risente tutto il corpo, in particolar modo gli occhi e la testa, ma alcuni simulatori sono davvero veritieri che insegnano a fare molte cose e sono interessantissimi.
H.X: I pro è che gli Open-world-rpg danno libertà di esplorazione senza vincoli e i contro è che ci si può perdere in una realtà virtuale. Tra gli svantaggi inserisco una certa frustrazione quando non riesco a continuare o a finire un livello o un puzzle. Un tempo ero piuttosto dipendente trascorrevo molte ore a giocare, ora lo sono meno.
D.F: Per me i contro sono legati ad una dipendenza, inoltre il tempo prolungato nel gioco causa mal di testa e fastidio agli occhi. Tra i vantaggi sicuramente metto il miglioramento dei riflessi.
R.Z: Tra gli svantaggi sicuramente c’è l’isolamento, la tendenza all’introversione, la diminuzione della concentrazione allo studio, ci si distrae a causa del desiderio di giocare e si perde la cognizione del trascorrere del tempo, inoltre, quando non si riesce a superare un livello ripetuto più volte scattano momenti di ira. Tra i pro inserisco il miglioramento della memoria, della velocità, della concentrazione sul gioco, giocare insegna a risolvere i problemi e a passare velocemente da un’attività all’altra.
Dalle risposte risulta che c’è una consapevolezza degli svantaggi derivati da un eccessivo uso dei videogiochi ma nello stesso tempo compare la volontà di non demonizzarli perché questi sviluppano capacità creative e logiche.
Ovviamente tutto dipende da quanto tempo ci si dedica.
In qualche caso il giovane non è consapevole di tutto il tempo che trascorre a giocare e il perdurare porta ad un annullamento della volontà di smettere, innescando così un meccanismo di dipendenza.
Chi, allora può aiutare ad uscirne? Sicuramente la presenza dei genitori e degli adulti educatori, che hanno il compito di seguire, parlare e stabilire regole di comportamento, è un ottimo inizio, ma secondo noi non basta. Bisogna trovare il modo di far capire e credere che oltre ai videogame esiste una realtà, a volte triste e difficile, altre volte bella e stimolante, che vale la pena che sia vissuta perché ti permette di essere un individuo vivo, pensante, coi propri pregi e difetti e non una finzione.
Non pensi che sia meglio leggere oppure stare con gli amici o comunque fare altro?
R.Z: Assolutamente sì, però non sempre si può uscire a causa degli impegni di ciascuno, dai libri invece non sono attratta, non riesco a mantenere a lungo la concentrazione e l’attenzione come coi videogiochi.
R.F: Si infatti leggo molti libri soprattutto di scienza e fantascienza, inoltre, mi piace molto uscire con gli amici.
H.X: A mio parere no, grazie ai videogame parlo con i miei amici e giochiamo insieme sulla rete.
D.F: Assolutamente sì, mi piace molto uscire con gli amici e lo faccio tutte le volte che posso.
Conosci il “gaming disorder”?
In pochi hanno risposto che sanno cosa è il “gaming disorder”, ovvero la dipendenza dai videogiochi. Eppure questa è una realtà.



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