«Il bene si fa e basta»,
la lezione di Gino Bartali

«Il bene si fa e basta»,
la lezione di Gino Bartali

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POLLENZA – A riferire le parole del celebre ciclista a studenti e studentesse della scuola media Vincenzo Monti è stata la nipote Gioia, ospite dell’istituto per la Giornata della Memoria

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L’incontro con Gioia Bartali

Giornata della memoria all’insegna del ricordo di Gino Bartali per gli studenti e studentesse della scuola secondaria di primo grado “Vincenzo Monti” di Pollenza che sabato hanno incontrato Gioia Bartali, nipote del celebre ciclista Gino. Ecco come raccontano l’esperienza vissuta gli alunni e le alunne della 1A.

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«Esiste una leggenda nella tradizione ebraica: nel mondo, in ogni epoca, ci sono 36 giusti, uomini normali. Nessuno sa che esistono, nemmeno loro sanno chi sono. Ma quando ci sarà bisogno di loro, usciranno allo scoperto e si adopereranno per il bene di tutti. Dopodiché torneranno alla loro vita, senza dire nulla o volere qualcosa in cambio. Questa è la differenza fra un giusto e un eroe».
Il ricordo di Gino Bartali passa per questa ‘favola’, ci spiega Gioia, nipote del famoso ciclista, da tempo impegnata a portare avanti la testimonianza e il ricordo del nonno di cui ha svelato ai ragazzi e alle ragazze la grande umanità.
Coinvolgente è stato il racconto biografico non solo dei trionfi ottenuti nelle massime competizioni di ciclismo tra gli anni Trenta agli anni Quaranta e nel Dopoguerra, ma anche delle azioni eroiche delle quali lui stesso non volle mai parlare. «Il bene si fa e basta», diceva Gino. Infatti, lui nell’assoluto anonimato aveva contribuito a salvare circa 800 cittadini ebrei, aiutandoli a nascondersi sotto mentite spoglie. Durante gli allenamenti, che gli permettevano di spostarsi con una certa libertà lungo le strade della sua Toscana, con suo grande rischio Bartali trasportò, nascosti all’interno del telaio della propria bici, i documenti falsi che permisero agli ebrei di sfuggire a persecuzione e deportazione. Questo gli valse il riconoscimento di “Giusto tra le Nazioni”.

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Al centro Gioia Bartali con il sindaco di Pollenza Mauro Romoli

Una lezione speciale quella di Gioia Bartali, che ha parlato ai giovani con immenso rispetto e delicatezza della figura sia pubblica che privata del nonno, uomo molto devoto e gentile, profondamente innamorato di sua moglie e della sua famiglia ma anche goloso. Un uomo che ha lasciato un importante insegnamento: «L’ultimo vestito è senza tasche» amava dire Gino Bartali. Portarsi dentro questo principio significa affrontare la vita mettendo al primo posto la generosità, l’amicizia, l’altruismo, l’aiuto, la solidarietà perché uno può accumulare di tutto ma l’ultimo giorno, quello del cospetto davanti a Dio, nessuno può portare con sé nulla di tutto ciò che ha seminato nel lungo o breve cammino. Questa è la differenza della vita di un giusto e di un eroe.



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