lunedì, Giugno 17, 2024

La classe intervista 15 nonni e nonne:
ecco la loro infanzia e i desideri

CONTEST - Alunni e alunne della scuola secondaria di primo grado di Treia hanno partecipato all'iniziativa di Cronache Junior per la giornata del 2 ottobre

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I nonni di Andrea Del Vecchio: Giuseppe Del Vecchio e Giulia Petrella

 

Sono ben 15 i nonni e le nonne intervistati da alunni e alunne della 2A della scuola secondaria di primo grado di Treia. Le loro risposte raccontano una scuola d’altri tempi, giochi diversi e tanta voglia di stare con nipoti.

L’intervista di Aurora Cingolani a nonno Giovanni Cappelletti, 60 anni, di Treia

Com’erano i tuoi nonni ?
I miei nonni abitavano in campagna, verso San Lorenzo e hanno avuto 11 figli. Mia nonna poi è venuta ad abitare con noi ma quando è morta ero molto piccolo e mi ricordo solo che era una vecchietta con le mani callose per il lavoro nei campi e forse dimostrava più anni di quelli che aveva in realtà. Non ho avuto un rapporto di confidenza con lei. Mio nonno non l’ho mai conosciuto, è morto prima che nascessi.

Qual era il tuo gioco preferito?
Ho sempre amato gli animali e fin da piccolo ho avuto gli uccelli che accudivo personalmente; mi piaceva anche andare in bicicletta e stare fuori con gli amici a giocare a pallone.

Com’era la tua scuola?
Alle elementari sono andato a scuola a Treia dove sei andata anche te mentre le medie si trovavano vicino alla Chiesa di San Francesco. Era semplice senza laboratori ne aule mediatiche.

Che lavoro hai fatto?
Ho lavorato all’ Italgas.

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Vorrei avere una casa in campagna dove occuparmi dell’orto o degli animali.

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Noi stiamo tanto tempo insieme e facciamo già tante cose; forse vorrei che ti piacesse la pesca ma tu sei più animalista di me e non te lo proporrei mai.

***

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Davide Giannangeli con i nonni Silvano Giannangeli e Lorenza Vissani

Davide Giannangeli ha intervistato il nonno Silvano, 75 anni, di Treia

Com’erano i tuoi nonni ?
Belli e simpatici

Qual era il tuo gioco preferito?
Costruzioni in legno

Com’era la tua scuola?
In campagna con una sola maestra molto severa.

Che lavoro hai fatto?
Autotrasportatore

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Un acquario di 500 litri

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Sistemare insieme l’acquario

***

Andrea Del Vecchio ha intervistato nonno Giuseppe, 85 anni di Treia

Com’erano i tuoi nonni ?
Io i miei nonni purtroppo non li ho mai conosciuti.

Qual era il tuo gioco preferito?
Il mio gioco preferito era giocare con gli altri bambini “ruzzola” e a bocce.

Com’era la tua scuola?
La mia scuola era lontana e ci si andava a piedi.

Che lavoro hai fatto?
Da ragazzo ho fatto il contadino poi ho lavorato come operaio

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Vorrei fare un viaggio in aereo con la mia famiglia.

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Niente di particolare, basta ritrovarsi ogni domenica in compagnia.

***

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Dino Renzi, nonno dell’ alunno Matteo Renzi

Matteo Renzi ha intervistato nonno Dino, 80 anni, di Pollenza

Com’erano i tuoi nonni ?
I nonni materni erano buoni e generosi, mentre quelli paterni non li ho potuti conoscere.

Qual era il tuo gioco preferito?
Mi divertivo ad arrampicarmi sugli alberi incrociando i piedi su un ramo e lasciandomi andare a testa in giù e con gli amici giocavo a pallone e a bocce, nel grande prato davanti casa.

Com’era la tua scuola?
La stessa che hai frequentato tu.
Mi ricordo che prima di andare a scuola dovevo svolgere alcuni lavori della campagna e, anche se mi alzavo alle 6, andavo a scuola a piedi dai Rotelli a Passo di Treia e sempre in ritardo.

Che lavoro hai fatto?
Fino a 14 anni ho lavorato in campagna, poi ho lavorato con i miei fratelli nel fiume, a scavare ghiaia che poi, i loro che erano più grandi, trasportavano con i camion alla fornace Bartoloni (Chiesanuova), ai marmi di Soverchia di San Severino, per costruire nuovi capannoni e a Macerata per la realizzazione della precedente clinica Villalba, nei primi anni 60′.

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Il mio sogno attuale è quello di godermi la pensione in salute, dopo tanti anni di lavoro faticoso.

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Andare al Circuito di Misano Adriatico o a Mugello per assistere ad una gara della MotoGP.
***

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Ferdinando Longhi

Giorgio Longhi ha intervistato nonno Ferdinando, 83 anni, di Pollenza

Com’erano i tuoi nonni?
Ricordo solo il nonno paterno. Faceva il calzolaio. In quei tempi un paio di scarpe dovevano durare il più possibile, allora si aggiustavano e “risuolavano” di continuo. Poi, oltre a questo, consegnava i telegrammi. Una specie di portalettere moderno, ma meno impegnativo…non tutti avevano l’abitudine di scrivere ed i tempi per ricevere un telegramma erano lunghi.

Qual era il tuo gioco preferito?
Il mio gioco preferito era il pallone. Un pallone fatto di cuoio, cucito a mano e molto duro!

Com’era la tua scuola?
Mi ricordo poco della scuola da bambino. Ho dei bei ricordi invece del periodo dell’avviamento professionale. Un corso, per così dire, dopo la scuola per imparare un mestiere (elettricista, falegname, fabbro). Llì ho fatto le mie prime esperienze per diventare meccanico.

Che lavoro hai fatto?
Ho iniziato a lavorare con un meccanico che già aveva un’officina, poi mi sono specializzato nella carrozzeria ed ho aperto una mia carrozzeria dove ho lavorato fino all’anno scorso.

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Vorrei proprio fare una crociera!

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Mi piace quando giochiamo a calcio insieme, anche se ormai la mia età mi lascia poco fiato!

***

Andrea Del Vecchio ha intervistato il nonno Lucrezio Maccari, 71 anni, di Passo di Treia, frazione di Treia

Com’erano i tuoi nonni ?
Gente di campagna, rigidi e austeri.

Qual era il tuo gioco preferito?
Giocavo con il pallone con altri ragazzi della zona su un campetto realizzato da noi, nei pressi del fiume Potenza.

Com’era la tua scuola?
Ho cambiato più volte scuola: prima a Rambona, poi Cantagallo e dalla quinta elementare i miei genitori mi hanno spedito in collegio, dove si studiava e si pregava solo. L’anno di inaugurazione della scuola media sono tornato a Passo di Treia, dove ho frequentato la terza media.

Che lavoro hai fatto?
Imbianchino e decoratore.

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Vincere al Superenalotto.

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Un torneo di briscola.

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Giulia Kersevan ha intervistato Settimio Rossetti, 78 anni, di Treia

Com’erano i tuoi nonni?
Io ho conosciuto solo una nonna materna e una nonna paterna .
La nonna paterna era molto affettuosa e viveva con noi e la nonna materna era un po’ meno affettuosa ma mi voleva molto bene.

Qual era il tuo gioco preferito?
I giochi erano pochi. Mi piaceva molto giocare con il pallone, a nascondino, con la raganella e con dei carrettini artigianali con le ruote di legno.

Com’era la tua scuola?
La mia scuola era molto piccola e si scriveva con il pennino e con l’inchiostro contenuto nel calamaio.
Alle professionali partivo da Santa Maria in Piana fino a Treia, erano circa 8 chilometri.

Che lavoro hai fatto?
Io facevo il fuochista alla fornace Bartoloni negli altiforni.
Ho cominciato a 15 anni,dopo le professionali.

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Vorrei godermi la pensione e la mia famiglia in tranquillità.

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Aiutarti su tutte le cose purché siano positive.

***

Andrea Del Vecchio ha intervistato la nonna Maria Luisa Carletti, 66 anni, di Treia

Com’erano i tuoi nonni?
Il nonno era il capofamiglia e si occupava dei lavori della campagna mentre la nonna svolgeva i lavori casalinghi e lavorava ai ferri. Mi volevano molto bene e anche io ne ho voluto a loro.

Qual era il tuo gioco preferito?
Giocavo soprattutto con la palla, con l’altalena e a fare le gare di corsa lungo il viale di casa insieme ai due cugini maschi perché abitavamo insieme.

Com’era la tua scuola?
Fino alla quarta elementare la scuola era in campagna. Poi la mia famiglia si è trasferita in un’ altra contrada e frequentavo in paese, la stessa scuola dove ha frequentato mio nipote.

Che lavoro hai fatto?
Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia in pensione.

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Vorrei condividere la sua crescita, lo studio, il suo ingresso nel mondo del lavoro

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Ora ci piace fare tante cose insieme: giocare, fare i compiti, cucinare, stare fuori in giardino e coccolare i gattini. In futuro mi piacerebbe essere ancora la nonna buona e brava che lo ascolta, lo comprende, lo sostiene e cucinargli i suoi cibi preferiti.

Aurora Cingolani ha intervistato nonna Annalaura Scampoli, 59 anni di Treia

Com’erano i tuoi nonni ?
Ho un ricordo bellissimo dei miei nonni, sia materni che paterni; mia nonna paterna è rimasta vedova che era incinta di mio padre e non si è mai più risposata. Viveva a Vasto e tutte le estati trascorrevo delle vacanze stupende: mi ricordo ancora il profumo dei pomodori che metteva a bollire su una pentola nel terrazzo sopra al palazzo dove abitava per preparare i barattoli di pelati. Ricordo la sua grande con la stufa a legna,le voci del paese che mi svegliavano presto prima che il sole entrasse dalle fessure delle persiane, i suoi lavori all’uncinetto e il sapore dei suoi dolci, i “taralli” che non ho mai più ritrovato.
Mia nonna materna era una signora d’altri tempi: mai una gonna, sempre la cipria e. Il rossetto; dolce, affettuosa e ricordo la gioia di quando la andavamo a prendere alla stazione dei pullman che da Macerata la portavano a Roma. Di mio nonno ricordo che stava spesso male ma ho ancora in mente gli oggetti sulla sua scrivania: un porta inchiostro e il rotolo di carta assorbente, il tagliacarte…ne ero affascinata. Era capace di disegnare delle case perfette e l’ultima immagine che ho di lui è mentre faceva una casetta con i sassi su una panchina in cui eravamo seduti. È morto che avrò avuto 6 o 7 anni ma questi ricordi sono ancora dolci e commoventi per me.

Qual era il tuo gioco preferito?
La campana, giochi con la palla sul muro

Com’era la tua scuola?
Sono andata a scuola a Roma e la mia scuola era fantastica; c’era un cortile con le scale che andava fino al portone. Era una classe femminile e una sola maestra bravissima. Le medie sono stati gli anni più belli del mio percorso scolastico e al Liceo Vivona ho frequentato i primi due anni di Ginnasio e uno di Liceo, poi sono andata al Leopardi di Recanati. Scuole belle, professori bravi ma forse non sono tanto obiettiva perché a me e sempre piaciuta la scuola e studiare

Che lavoro hai fatto?
Casalinga

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Viaggiare

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Vorrei insegnarti a lavorare a maglia o con l’uncinetto, a ricamare; attività che mi hanno sempre accompagnato nella vita e che mi rilassano oltre che essere utili ma ancora non mi sembri interessata

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Davide Giannangeli con i nonni Silvano Giannangeli e Lorenza Vissani

Davide Giannangeli ha intervistato Lorenza Vissani, 69 anni di Treia

Com’erano i tuoi nonni ?
Mio nonno era molto silenzioso, mia nonna invece era molto dolce così come l’altra nonna; nonno Vissani era piú estroverso e teneva molto a riunire sempre la famiglia. Coltivava piante profumate come spighette e lillà.

Qual era il tuo gioco preferito?
Tutto ciò che potevo fare all’aria aperta

Com’era la tua scuola?
Ricordo che terza elementare ho iniziato a frequentare la scuola Dolores Prato, la stessa frequentata da mio figlio e da mio nipote. A quei tempi era stata appena inaugurata.

Che lavoro hai fatto?
Addetta alla vendita in un negozio di ottica

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Viaggiare

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Un viaggio insieme

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Giovanni Marchegiani con la nonna Carla Sbergami

Giovanni Marchegiani ha intervistato Carla Sbergami, 66 anni “portati dignitosamente, mascherando i vari acciacchi” precisa, di Passo di Treia

Com’erano i tuoi nonni ?
I miei nonni erano diversissimi tra loro, alcuni li ricordo poco e di essi ho alcune immagini assai valide. Il ricordo in assoluto più nitido é quello di nonna Maria, ero la sua nipote prediletta. Dormivo spesso con lei e le curavo il suo “look”. Era un’ abile scrittrice, soprattutto nel fare gli auguri natalizi. Un’ altra sua caratteristica era la sua generosità nel regalarmi soldi per acquisti di abbigliamento e calzature.

Qual era il tuo gioco preferito?
Il mio gioco preferito, quando ero bambina, era correre in bicicletta facendo grandi acrobazie, ma quello a cui ero più affezionata era l’altissima altalena sostenuta su una grande quercia su cui facevo altissimi voli. Da non dimenticare inoltre le grandi scivolate sulla neve sopra sacchi di plastica insieme ai mie amici. Ricordo con affetto i giochi nella mia camera, dove mi immaginavo di essere una maestra con le poche cose di cui disponevo.

Com’era la tua scuola?
Certamente la mia scuola non era lussuosa e anche priva di “confort”. Nel periodo delle elementari avevamo una grande stufa a legna che provvedeva a riscaldare l’unica enorme stanza dove convivevano alunni di tutte le età. Nella cerchia degli insegnanti rimasti impressi nella mia mente ne ricordo una terribilmente severa che incuteva un grandissimo timore tale da procurare in alcuni la pipì addosso.

Che lavoro hai fatto?
I lavori dopo il diploma sono stati diversi iniziando da un settore contabile per poi dedicarmi al commercio per tanti anni, cambiamenti dovuti ad esigenze familiari come la nascita dei figli. Sogni artistici non realizzati come d’altronde gran parte delle persone che svolgono lavori che non li soddisfano a pieno.

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Il sogno che vorrei realizzare é dedicarmi alla scrittura e magari far comprendere, agli affetti più cari,i la vera anima della Nonna Carla!

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Non vorrei fare grandissimi cose, ma l’importante é stare più tempo insieme per poterci raccontare e confidare, magari aiutandoci a vicenda a superare le nostre paure e diventare più forti per affrontare le difficoltà della vita!

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Graziella Cuccagna, nonna dell’ alunno Matteo Renzi

Matteo Renzi ha intervistato nonna Graziella Cuccagna, 75 anni, di Pollenza

Com’erano i tuoi nonni?
I nonni materni erano contadini, buoni, laboriosi, moderni e affettuosi, mentre i nonni paterni erano contadini, laboriosi, meno generosi e avevano tanti nipoti.

Qual era il tuo gioco preferito?
Mi piaceva giocare a scivolare sull’ erba, lungo un pendio, con una tavola di legno; saltare con la corda e giocare a nascondino con le mie vicine di casa..

Com’era la tua scuola?
Era la stessa scuola elementare che avete frequentato voi nipoti, a Passo di Treia.

Che lavoro hai fatto?
Ho fatto la magliaia, lavorando i filati sul telaio.

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
In questo momento guarire dalla malattia.

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Una bella vacanza

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Giuseppina Spernanzoni, nonna dell’ alunno Matteo Renzi

Matteo Renzi ha intervistato anche la nonna Giuseppina Spernanzoni, 70 anni, di Passo Treia

Com’erano i tuoi nonni?
Erano contadini, tanto amorevoli verso noi nipoti.

Qual era il tuo gioco preferito?
Mi piaceva andare in bicicletta per le campagne dove non c’ erano pericoli e saltare con la corda con le mie amichette.

Com’era la tua scuola?
Ho frequentato la scuola elementare a S. Egidio; i primi anni in una vecchia scuola con i banchi di legno inclinati e con il pennino e il calamaio, poi in quarta e in quinta mi sono spostata nella nuova scuola.

Che lavoro hai fatto?
Dai 16 ai 19 anni, ho lavorato come operaia metalmeccanica in una fabbrica di tastiere musicali, poi dopo sposata, la casalinga.

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Mi piacerebbe imparare a nuotare.

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Un viaggio in aereo.

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Delia Domizi

Giorgio Longhi ha intervistato nonna Delia Domizi, 70 anni di Pollenza

Com’erano i tuoi nonni?
Ho vissuto con i nonni paterni. Mio nonno un uomo alto e forte faceva il coltivatore. Tutto il giorno era fuori per i campi o a “governare” gli animali. In inverno, quando le giornate erano più corte, si dedicava a lavoretti di ristrutturazione della casa, della stalla o del giardino. La nonna, invece, era in casa a cucinare, fare marmellate e passate. Le famiglie erano numerose, zii, cugini, vivevamo tutti insieme e c’era sempre tanto da fare ed in campagna non si buttava via niente. Poi la nonna era anche quella che si occupava dell’orto.

Qual era il tuo gioco preferito?
Giocavo sempre con l’unica bambola che avevo. L’avevo ricevuta in regalo da uno zio che era tornato dal servizio militare.

Com’era la tua scuola?
Eravamo in classi miste e indossavamo grembiuli neri con il fiocco bianco. Avevamo una sola maestra, la mia si chiamava Chiara. Alle medie facevamo lezione di ginnastica separati maschi e femmine come pure per le applicazioni tecniche.

Che lavoro hai fatto?
Sono stata una casalinga, ma ho sempre aiutato nonno nella sua officina di carrozzeria.

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Vorrei vedere tutti e cinque i miei nipoti crescere, il che significa avere una vita lunga.

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Mi piacerebbe fare una belle vacanza!

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L’ alunno Giovanni Marchegiani con i nonni Giuliana Quirini e Franco Marchegiani

Giovanni Marchegiani ha intervistato Giuliana Quirini, 66 anni di Passo Treia

Com’erano i tuoi nonni ?
I miei nonni erano grandi lavoratori, impegnati nei campi. Quando sono andati in pensione si sono ritirati in paese. Li ricordo con molta tenerezza: sono sempre stati affettuosi e teneri con me.

Qual era il tuo gioco preferito?
Mi piacevano tantissimo i giochi all’aperto. I miei preferiti erano nascondino e “acchiapparella”.

Com’era la tua scuola?
Fino alla seconda elementare andavo a scuola in campagna e la classe era mista. Poi ho iniziato a frequentare in paese. Andavo in pullman e le classi non erano più miste.

Che lavoro hai fatto?
Ho lavorato per tanti anni in stireria.

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
L’unico sogno che vorrei realizzare è di vedere figli e nipoti realizzati e felici.

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Mi piacerebbe trascorrere tanto tempo insieme viziandoti con buoni pranzetti e fare lunghe passeggiate e chiacchierate

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Giulia Kersevan con i nonni Settimio Rossetti e Marisa Antonelli

Giulia Kersevan ha intervistato Marisa Antonelli, 76 anni di Treia

Com’erano i tuoi nonni ?
Mia nonna faceva la casalinga e mio nonno il contadino.
Mia nonna era molto affettuosa ma anche molto rigida . Mio nonno non me lo ricordo molto bene.

Qual era il tuo gioco preferito?
Mi piaceva molto giocare con la corda o con la campana.

Com’era la tua scuola?
La mia scuola era grande e c’erano tre classi e una sola maestra per tutte.
Si scriveva con il pennino.

Che lavoro hai fatto?
Io di lavoro facevo la magliaia, ho cominciato a 11 anni,mi mettevano lo sgabello sotto i piedi perché non arrivavo alla macchina da maglieria.

Qual è il sogno che vorresti realizzare?
Vorrei vedere crescere felice la mia nipote.

Cosa ti piacerebbe che facessimo insieme?
Vorrei fare un viaggio insieme a te.

Alessandra Pierini
Alessandra Pierini
mamma di Riccardo ed Angelo e esperta di parole. La sua penna è una bacchetta magica, per questo il suo soprannome è “Stilo”. Trasforma l’attualità di Macerata e provincia in articoli e racconti avvincenti.

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