venerdì, Giugno 21, 2024

Tragedia di Cutro,
studenti scrivono a Mattarella
e lui li ringrazia con una telefonata

TOLENTINO - La toccante lettera di alunni e alunne della scuola media Dante Alighieri sulla questione migranti è stata accolta con emozione dal capo dello Stato: «Si è detto colpito e profondamente toccato»

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Il presidente Mattarella durante una visita a Recanati

di Irene Properzi

Scossi dalla tragedia di Cutro, gli alunni e le alunne del “Don Bosco” di Tolentino hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che li ha ringraziati con una telefonata. «Si è detto colpito e profondamente toccato  – fa sapere la scuola – dalle parole dei nostri ragazzi e ragazze».

Si contano ancora le vittime del naufragio avvenuto durante la notte del 26 febbraio scorso, a pochi metri dalle coste della città calabrese. Tra le vittime 35 minorenni, di questi 26 sotto i 12 anni di età.

La classe seconda della scuola media Dante Alighieri, ha lasciato un messaggio di speranza rivolgendosi alla più alta carica dello Stato. «Lei è come uno di famiglia: un nonno speciale per noi, un papà per tutti gli italiani». Nella lettera esprimono il dolore per la recente strage di esseri umani: «Ne abbiamo parlato molto in classe in questi giorni con i nostri professori, documentandoci e confrontando le rispettive opinioni. Al tempo stesso sono emerse le nostre emozioni, le nostre riflessioni». 

Quella di Cutro è una tragedia che ha colpito il mondo intero e riempito le prime pagine a livello internazionale. In fondo ci sentiamo tutti noi un po’ responsabili di queste ingiustizie, da cui emerge il divario tra il noi e il loro, come affermano gli alunni e alunne della scuola media Dante Alighieri: «È una tragedia straziante, che ci ha fatto riflettere su quanto sia a volte determinante il posto in cui si nasce».

 Anche l’assessora alle Politiche sociali e istruzione Elena Lucaroni si dice orgogliosa di questi giovani che grazie alla loro empatia e sensibilità su tematiche così importanti, hanno ottenuto un riconoscimento così importante da parte del Presidente Mattarella. «Sono certa che rimarrà un ricordo indelebile nella vita dei nostri ragazzi, un riconoscimento profondo della loro crescita educativa».

 

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA INVIATA AL PRESIDENTE MATTARELLA

«Siamo la classe 2B della scuola media Dante Alighieri, dell’Istituto comprensivo Don Bosco di Tolentino, nelle Marche. La scriviamo perché siamo ancora molto scossi della terribile vicenda accaduta a Cutro, dove hanno perso la vita 87 persone, (nel momento in cui Le stiamo scrivendo). Tra queste vittime diversi nostri coetanei, ma anche bambini più piccoli: è una tragedia straziante, che ci ha fatto riflettere su quanto sia a volte determinante il posto in cui si nasce: noi ci sentiamo molto fortunati, nonostante abbiamo vissuto la recente pandemia e il precedente terremoto che nel 2016 ha colpito duramente il nostro territorio. Ma tutto questo non è paragonabile a ciò che è avvenuto il 26 febbraio scorso (e tante altre volte dei nostri mari).

Ne abbiamo parlato molto in classe in questi giorni con i nostri professori, documentandoci e confrontando le rispettive opinioni. Al tempo stesso sono emerse le nostre emozioni, le nostre riflessioni. Proprio ieri è stata la Festa del Papà e il nostro pensiero è andato a quei genitori che improvvisamente hanno perso i loro figli e a quei figli che hanno perso i loro genitori. Ecco, Presidente, Lei è come uno di famiglia: un nonno speciale per noi, un papà per tutti gli italiani, anche quelli che pur essendo originari di altri paesi sono venuti a vivere nel nostro.

Certo, non è sempre facile, ci sono tanti problemi che noi non possiamo capire né tanto meno risolvere, ma una cosa la vediamo ogni giorno nella nostra classe: è possibile convivere in piena empatia tra compagni delle più svariate provenienze, con amicizia e rispetto reciproco.

Noi non sappiamo proporre soluzioni, ma vogliamo condividere questo nostro esempio di unione e accoglienza, augurandoci che possa essere un piccolo messaggio di speranza che, come una lettera in una bottiglia, arrivi a Lei, ma anche a tutta l’Italia, l’Europa, il mondo intero: una bottiglia che possa galleggiare in un mare finalmente serena e non più angosciante per chiunque lo attraversi. Un grande abbraccio. Agon, Alessandro, Alice, Arlind, Astou, Carolina, Daniele, Diletta, Dionis, Eleonora, Eliza, Federica, Gabriele, Ilaria, Linda, Margherita, Modou, Noemi, Pietro, haban, Somya, Vittoria».

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