martedì, Giugno 18, 2024

Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano:
dallo Zecchino d’Oro a San Severino

MUSICA - Diretto da Sabrina Simoni, sabato 25, a partire dalle 21, sarà protagonista di una serata in piazza Del Popolo. Nella classifica delle canzoni più ascoltate del festival anche “L’asinello Nunù” della piccola artista settempedana Nicole Marzaroli

 

Nicole-Marzaroli
Nicole Marzaroli

La favola musicale del piccolo coro “Mariele Ventre” dell’antoniano, diretto da Sabrina Simoni, sabato 25 giugno, a partire dalle 21, sarà protagonista di una serata di musica in piazza Del Popolo a San Severino. Le piccole grandi voci dello Zecchino d’Oro saliranno sul palco in un evento sostenuto dalla provincia picena San Giacomo della Marca dei frati minori, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, e organizzato in occasione del terzo centenario della morte di San Pacifico, copatrono della città.

Coro-Antoniano

Nato a Milano nel 1959 da un’idea di Cino Tortorella e trasmesso in diretta dalla Rai, lo Zecchino d’Oro è approdato ufficialmente all’antoniano nel 1961 ed è divenuto ben presto uno degli appuntamenti televisivi più attesi dell’anno. Dal 1963 è il piccolo coro dell’antoniano, fondato da Mariele Ventre e attualmente diretto da Sabrina Simoni, ad accompagnare i piccoli solisti. Negli anni lo Zecchino d’Oro ha sempre raccontato l’infanzia e il mondo attraverso i ritornelli di canzoni celebri quali “Il pulcino ballerino”, “Il katalicammello”, “Quarantaquattro gatti”, “Il caffè della Peppina”, “Le tagliatelle di nonna Pina”.

Nella classifica delle canzoni più ascoltate dello Zecchino d’Oro anche “L’asinello Nunù” con la quale, nel 2017, la giovane artista settempedana Nicole Marzaroli, a soli 5 anni, sfiorò la vittoria della 60esima edizione del festival. La canzone parlava di dislessia e raccontava la storia di un asinello speciale che pasticcia un po’ con le parole e con le lettere.

Marco Cencioni
Marco Cencioni
è il nostro eroe dello sport. Appassionato di calcio, tocco sopraffino, difensore roccioso fuori e dentro il campo. Sulle sue spalle, sopra il numero 4 campeggia il nick name “Ceng”. Ha lo spirito dell’allenatore. Per lui ogni partita si gioca fino al fischio finale, non si arrende mai. Gira il mondo e la provincia per scovare i giovani campioni che diventeranno gli atleti del futuro.

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