venerdì, Giugno 21, 2024

I bambini disegnano l’Avis

MACERATA - Sono 300 gli elaborati valutati dalla giuria per l'edizione 2022 del concorso "Donare il sangue è donare la vita". Un premio che torna dopo un anno di stop causa pandemia, sabato 9 aprile la premiazione

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La giuria dell’Avis

Circa 300 lavori dei piccoli alunni e alunne del capoluogo sono stati esaminati dalla commissione allestita dall’Avis Comunale di Macerata per il 14° concorso di disegno “Donare il sangue è donare la vita”. Questa del 2022 è forse l’edizione più bella perché l’iniziativa torna dopo un anno di stop a causa della pandemia che aveva costretto anche ad annullare la relativa cerimonia di premiazione. Quest’anno ben 16 classi delle scuole di Macerata, frazioni comprese, nello specifico le classi quinte, hanno partecipato. Ieri sera la commissione si è riunita presso la sede dell’Avis in via Calabresi ed ha valutato i disegni dei piccoli, rimanendo ancora una volta stupita dall’inventiva, dalla tenerezza e  anche la qualità artistica e dall’efficacia dello slogan comunicativo.

concorso-avis-1-e1648119591908-325x395La premiazione avrà luogo sabato 9 aprile, alle ore 17, all’aula sinodale della Domus San Giuliano. Grazie anche al sostegno di Banca Macerata verranno premiati i disegni più belli, i più originali e quelli che hanno avuto lo slogan più comunicativo nel veicolare l’importanza della donazione del sangue. Verrà anche omaggiato il lavoro che ha ottenuto più voti via Facebook e non mancheranno premi per menzioni speciali. La commissione era composta dal presidente dell’Avis comunale Gaetano Ripani, dalla vice presidente Elisabetta Marcolini, il responsabile del concorso Franco Lorenzetti, Irene Croceri per Banca Macerata, Andrea Scoppa e rappresentanti del mondo dell’arte e della scuola come Pina Fiori, Cristiana Ricciotti e Costantino Gobbi oltre al maestro Stefano Calisti in video collegamento.

Marco Cencioni
Marco Cencioni
è il nostro eroe dello sport. Appassionato di calcio, tocco sopraffino, difensore roccioso fuori e dentro il campo. Sulle sue spalle, sopra il numero 4 campeggia il nick name “Ceng”. Ha lo spirito dell’allenatore. Per lui ogni partita si gioca fino al fischio finale, non si arrende mai. Gira il mondo e la provincia per scovare i giovani campioni che diventeranno gli atleti del futuro.

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