domenica, Luglio 14, 2024

La mafia è come un virus,
la difesa dei diritti è il vaccino

SCUOLA - Bambini e bambine dell'istituto "Monti" di Pollenza hanno dibattuto online con il giornalista Federico Lacche

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L’Istituto comprensivo “V. Monti” di Pollenza diretto dalla dottoressa Catia Scattolini, ha partecipato il 20 marzo in modalità online sulla piattaforma Meet all’incontro “Perché la mafia è come un virus? La difesa dei nostri diritti è il vaccino contro le mafie” organizzato dal giornalista maceratese e direttore della testata “Libera Radio”, Federico Lacche. Il rinomato professionista analizza ormai da 15 anni il tema della mafia nelle scuole di ogni ordine e grado che ne fanno richiesta, parlando di come questo fenomeno è nato e diffuso e di quali conseguenze negative trascina con sé come lo sfruttamento, l’illegalità e la morte. Questo tema così profondo ed attuale, è stato campo di battaglia per molti magistrati italiani, tra questi Paolo Borsellino, di origini siciliane che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia. «Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene». Sono queste le parole del magistrato che ha sempre cercato di non farsi intimidire dalla mafia, perché il silenzio stesso è mafia. Partendo quindi dalla citazione di Borsellino, il giornalista ha individuato un iter simpatico che ha permesso di creare sintonia ed empatia tra lui e gli oltre 120 bambini  e bambine che lo ascoltavano, cercando di trovare una soluzione per combattere questo mostro. Il discorso di Federico Lacche è proseguito opponendo alla parola mafia, quella di diritto. Il diritto è definito come un insieme di norme e regole comportamentali, volte a mantenere una società coesa e unita, senza di esse la società non potrebbe esistere. Successivamente ha introdotto qualche diritto fondamentale della Costituzione italiana come il diritto al lavoro.

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Federico Lacche

Per semplificare la spiegazione di temi così complessi, ha proposto agli ascoltatori la visione di un video intitolato “Il rap dei bambini” dove si chiarivano “i diritti del fanciullo” e poi ha chiesto loto di ripeterli. Un bambino in modo simpatico ha affermato «Io quando vado a casa di nonno zappo l’orto, però mi gusta».  A tale enunciazione, il giornalista divertito dall’espressione dialettale del bambino ha risposto «Se ti gusta, allora non è un lavoro, bensì un gioco». I bambini e le bambine sono rimasti molto entusiasti di questo incontro e alla fine dell’intervento del giornalista, hanno avuto uno spazio dedicato alle domande e ai ringraziamenti. Ulteriore riconoscimento gli è stato dato da Elisabetta Nardi «Caro Federico, anche la sottoscritta, tua ex compagna di scuola, ti ringrazia a nome e per conto della Dirigente che non è potuta essere presente all’incontro per motivi di lavoro e di tutti i colleghi che hanno aderito all’iniziativa, per il tuo amore per le nuove generazioni che vorresti libere dalle mafie. Chiusura con le parole di Paolo Borsellino: “La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità».

 

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