domenica, Luglio 14, 2024

L’ex studente spiega la magia
e i nuovi filosofi ragionano con la lana

SETTIMANA CULTURALE molto partecipata al liceo Galilei di Macerata. Tra gli appuntamenti quello facilitato dall'ex allievo Giacomo Seri, ora prestigiatore, e il caffè filosofico dove studentesse e studenti hanno creato una rete di fili per rappresentare le loro conversazioni

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Settimana culturale a classi aperte al liceo scientifico di Macerata. Dall’11 al 16 febbraio diverse le attività messe in campo da studenti e studentesse. Il gruppo di teatro, riunito al Don Bosco, ha realizzato lo studio di un possibile spettacolo teatrale, sul tema “Ribelli: chi sono i veri ribelli oggi?”, esprimendo cosa significhi attualmente essere fuori dagli schemi. Con la guida dell’esperto prestigiatore-mentalista, ex allievo del liceo, Giacomo Seri, chi aveva interesse per la magia ha esplorato il mondo delle emozioni giocando e divertendosi, senza mai deconcentrarsi. Stessa attenzione di chi ha seguito la lezione di musica tenuta dal dirigente del liceo e dal professore Pascucci, intenti a esporre alcune pagine di storia della musica dal blues al rock, accompagnando le spiegazioni con il canto e il suono della chitarra.

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L’appuntamento musicale

Molto partecipato anche il “Caffè filosofico”: sono le allieve e gli allievi a raccontarlo: «Le sedie nell’aula erano disposte a mo’ di cerchio e ognuno dei partecipanti, dopo la presentazione di un tema da parte della professoressa Paola Battisti, affiancata da Laura Sargolini e Gaia Principi, allieve del V C, era libero di esprimere la propria opinione a riguardo senza sentirsi giudicato, dal momento che ogni pensiero era all’altezza. L’unica “regola del gioco” consisteva nel fatto che, a chi prendeva la parola, veniva passato un gomitolo di lana rossa, simbolo del filo del discorso, metafora stessa della filosofia, del dialogo in cui qualunque “io” ha bisogno di un “tu” per essere tale. Ad ogni passaggio il filo veniva legato ai braccioli della sedia per poi continuare il suo percorso di persona in persona, di mano in mano. Si veniva a creare così tra noi una ragnatela di filo, una geometria di parole per così dire, apparentemente caotica, ma regolata dal susseguirsi dei nostri pensieri. Un corso utile e diverso, che ci ha spinti al ragionamento, alla riflessione su temi e domande che tutti noi ci poniamo ma non abbiamo mai il coraggio di esprimere davvero. Dalla complessità dei grandi filosofi abbiamo tracciato un sentiero sino all’attualità dei nostri giorni, inoltrandoci nella parte più intima della nostra mente: le idee. Un’opportunità unica per fermarsi, prendere del tempo per ascoltare e ascoltarsi, cullandosi magari con qualche pasticcino e una tazza di tè. Scoprire la bellezza della parola, ecco quale è stata la più grande soddisfazione: andare oltre la superficie, scavare in profondità per arrivare dritti all’essenza delle cose, senza la paura di mettersi in gioco».

È possibile consultare il profilo Instagram creato (@caffèfilosoficoscientifico) per leggere dalle didascalie quanto prodotto con il “Caffè filosofico”.

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