venerdì, Maggio 24, 2024

Una sirenetta nel lago di Fiastra

CURIOSITA' - Una ragazzina svizzera si è immersa nelle acque con un costume. Gira l'Italia insieme al papà

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La sirenetta Anastasia

di Monia Orazi

Nelle acque tranquille del lago di Fiastra spunta la pinna di una sirena. Non è la scoperta di un esemplare mitologico ma è il costume di una ragazzina svizzera che ha 12 anni, si chiama Anastasia, e insieme al papà Giorgio gira per i luoghi più belli e meno conosciuti. Lo scopo è anche quello di trovare i posti più suggestivi dove nuotare.

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Anastasia con il papà

Per farlo però Anastasia non indossa un costume da bagno ma uno da sirenetta. Questa mattina la ragazzina, sempre assistita dal papà, si è immersa nelle acque del lago di Fiastra e si è messa a nuotare. Anastasia e il papà prima di arrivare a Fiastra hanno sceso l’Italia dalla Valle d’Aosta, alla Toscana, sino all’Umbria. Poi la provincia di Macerata dove questa notte hanno dormito a Preci, in casa di un pastore. Un modo di fare turismo che è iniziato due anni fa ed è anche diventato social con i viaggi della sirenetta che sono seguiti sulla sua pagina Facebook.

Sulla pagina Facebook “La Sirena in viaggio” sono raccolte tutte le tappe fatte da Giorgio Di Marco e sua figlia Anastasia, alla scoperta dei posti più belli dove fare il bagno, partiti da Montreux, il comune della Svizzera francese dove vivono. Racconta Giorgio: «L’idea è nata due anni fa quando ho portato mia figlia in moto in Galizia, ha amato subito viaggiare sulle due ruote, all’avventura, non sapere prima dove si dorme la sera. Lei ha la passione del nuoto, ha fatto campionati, è sempre stata nell’acqua e si sente una sirena. Qualche anno fa abbiamo acquistato una prima coda di sirena, ora piccola, oggi ce n’è una nuova e giusto per inaugurarla abbiamo pensato di fare un giro in Italia». Il giro è iniziato dalla Val D’Aosta e terminerà sabato prossimo: «Siamo partiti da Aosta, siamo stati al lago di Avigliana vicino Torino, lei ha fatto il bagno con la coda da sirena, poi siamo partiti per le Langhe. Siamo finiti a Finale Ligure, a Varigotti dove c’è una grotta che fa pensare che ci siano le sirene. Siamo tornati poi in Toscana fino a Cecina, per arrivare poi a tutte le terme della Toscana, passando per Volterra, Bagno Vignoni e Saturnia, posto dove fare il bagno. Lo scopo del viaggio è trovare posti incantevoli che magari non sono conosciuti da tutti per fare il bagno come una sirena».

Fare un giro sui social che mostrano questa bambina biondissima, dagli incantevoli occhi azzurri e le movenze eleganti, che in acqua si sente pienamente a suo agio come fosse il suo elemento naturale, permette anche di conoscere posti lontani dalle mete turistiche di massa, fino ad arrivare nel cuore del centro Italia colpito dal sisma: «Abbiamo visitato Roma, poi siamo venuti verso l’Umbria, visitando Norcia, Castelluccio, dove lei che è anche molto amante degli animali, ha trovato i cavalli, stanotte abbiamo dormito in tenda da un pastore a Preci, accanto al loro modulo, perché la loro casa è stata distrutta dal terremoto. Questa mattina abbiamo fatto i pastori, per venire poi a fare il bagno a Fiastra». La realtà di chi non ha più nulla è stata mostrata in tutta la sua interezza alla piccola Anastasia, sempre accompagnata dal padre che racconta: «Abbiamo toccato con mano la realtà del terremoto, la cosa principale del viaggio è che voglio mostrare a mia figlia come si vive per strada, avere contatti con molta gente che può essere pastori, può essere qualcun altro e vedere che il mondo è bello, che la gente può essere gentile e ospitale. Abbiamo avuto occasione di essere ospitati, mai avere paura di chiedere alla gente, il navigatore lo usiamo in casi estremi. Mi fermo e chiedo alle persone lungo la strada, da lì nascono sempre bei rapporti. Anche sbagliando strada, si trova sempre qualcosa di bello e di nuovo, questo è il messaggio che voglio dare alla bambina, quello di vedere il mondo con occhi diversi, non solo le spiagge con gli ombrelloni, quindi fa le vacanze in questo modo con me».

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Marco Cencioni
Marco Cencioni
è il nostro eroe dello sport. Appassionato di calcio, tocco sopraffino, difensore roccioso fuori e dentro il campo. Sulle sue spalle, sopra il numero 4 campeggia il nick name “Ceng”. Ha lo spirito dell’allenatore. Per lui ogni partita si gioca fino al fischio finale, non si arrende mai. Gira il mondo e la provincia per scovare i giovani campioni che diventeranno gli atleti del futuro.

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