venerdì, Giugno 14, 2024

Volley, Francesco Recine
verso le Olimpiadi:
“Giocare al meglio e vincere”

MACERATA – Il giovane campione, protagonista degli Europei under 19 e delle finali nazionali di Junior League con la maglia della Lube, racconta il suo primo approccio con la pallavolo, i sogni per il futuro e offre consigli ai giovani sportivi. L'INTERVISTA

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Articolo di Federica Alesi per il progetto Alternanza scuola-lavoro

Francesco Recine, 18 anni, 1.83 di altezza, è nato a Lugo (Ravenna) il 7 febbraio 1999. Si è trasferito a Macerata da ormai 15 anni, per inseguire la sua passione più grande: la pallavolo.
Schiacciatore per la Lube giovanile e la Paoloni in serie B, si porta alle spalle una lunga serie di successi come i due scudetti vinti nel 2013 per la Boy League e la vittoria alle finali nazionali 2016 a Bormio. L’estate scorsa ha indossato la maglia azzurra, conquistando un primo posto al Torneo “8 nazioni” e quest’anno, a seguito della qualificazione per l’Europeo, un secondo posto dopo la sconfitta dell’Italia in finale, contro la Repubblica Ceca.
A seguito della recente vittoria dello scudetto Under 18 con la Lube, per quest’estate ha in programma: olimpiadi giovanili a luglio in Ungheria e mondiali di pallavolo a fine agosto negli Emirati Arabi.

Ricordi il tuo primo giorno alla scuola di pallavolo?
“Avevo 4 o 5 anni, non ricordo nei dettagli le attività che l’allenatore ci faceva svolgere, sicuramente non si trattava di vera e propria pallavolo, ma di giochi propedeutici come la palla rilanciata. Ricordo di aver scelto questo sport non per mio padre, anche lui pallavolista, ma perché me ne innamorai subito. Fino all’età di 13 anni svolgevo sia calcio che pallavolo, poi non ebbi dubbi su cosa scegliere”.

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Quale consiglio daresti a tutti i ragazzi e le ragazze che vogliono seguire il tuo stesso percorso sportivo?
“Non mi sento di dare consigli perché sono ancora un ragazzo che ha tanto da imparare, ma non bisogna mai smettere di seguire le proprie passioni e i propri sogni, nonostante la strada sia in salita e piena di ostacoli”.

Il tuo motto personale?
“Non aver fede solo in quello che vedi, insegui i tuoi sogni fino a quando li credi veri”.

A quali personaggi sportivi ti ispiri? E quali sono i tuoi idoli?
“Mi ispiro a vari giocatori della serie A, perché in fondo sono riusciti a fare della pallavolo la loro vita. Ma i due idoli che ammiro maggiormente sono i miei genitori, poiché entrambi mi hanno sostenuto fin da piccolo”.

Come ti senti a vestire la maglia azzurra?
“Vestire la maglia azzurra è stata una grande responsabilità ed una bellissima esperienza. È un’opportunità per conoscere e confrontarsi con giocatori di tutto il mondo appartenenti a culture, lingue e tradizioni differenti. Inoltre, è un bel salto di qualità andare in nazionale, il livello è di gran lunga più alto”.

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Vi state già preparando per le olimpiadi giovanili a Gyor (Ungheria)?
“Oggi abbiamo la convocazione per il primo collegiale e siamo molto motivati. Naturalmente le nostre aspettative sono alte: giocare al meglio e vincere.”

Riesci a conciliare lo sport con la scuola?
“Ho scelto una scuola impegnativa, il Liceo Scientifico“G. Galilei” di Macerata, e spesso non riesco a studiare come vorrei, infatti gli allenamenti e le partite mi portano via intere giornate. Credo che in futuro mi iscriverò all’università di Architettura. Chissà, magari un giorno mi troverò ad aver progettato un palasport e a giocarci con la mia squadra.”

Quali sono i tuoi sogni per il futuro?
“Sogno che la pallavolo diventi la mia vita, sono consapevole di quanto possa essere piena di ostacoli e sacrifici, lo so benissimo. È il mio sogno fin da bambino, non smetterò di crederci. Mai.”

 

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