mercoledì, Luglio 24, 2024

La creatività può aiutare,
anche dopo il terremoto

MACERATA - I ragazzi e le ragazze della scuola media San Giuseppe con l'aiuto degli insegnanti hanno trasformato la paura in arte e hanno superato i loro timori per stare accanto ai coetanei colpiti dal sisma

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I ragazzi delle medie e gli insegnanti della scuola San Giuseppe di Macerata hanno provato a dare una risposta semplice alla paura del terremoto. Aiutati dalla creatività hanno trovato il modo per esorcizzare sensazioni sgradevoli e tornare alla serenità. Inutile nascondere la fatica e la paura di rientrare a scuola. Ogni rumore, ogni pensiero ed ogni movimento mette in subbuglio e crea agitazione. I professori, nessuno escluso, hanno cercato di alleviare la tensione mettendo a disposizione conoscenze e sensibilità per parlare di ciò che era accaduto, per regalare un sorriso e dare sostegno.
Così, un giorno, l’architetto e professoressa di arte e tecnologia, Samuela Giustozzi “ci ha parlato del terremoto e di ciò che stava accadendo nel nostro territorio – raccontano i ragazzi – con lei ci siamo messi a pensare, ad osservare al di fuori, ponendo attenzione al cielo, alzando il naso in su, verso nuovi orizzonti. Abbiamo pensato al tramonto con le sue sfumature, all’alba, ai colori ed alle nostre interpretazioni di cielo”.

8bisNel periodo immediatamente successivo il terremoto, Giustozzi ha accompagnato i suoi studenti in visita al camping Holiday di Porto Sant’Elpidio, per vedere da vicino ciò che realmente stava succedendo. Oltre i timori e oltre i problemi, i ragazzi del Galilei si sono impegnati nell’aiutare chi il terremoto l’aveva subito ancora di più. Chi aveva lasciato la sua casa, la scuola e le sue abitudini, ragazzi come loro che ora si trovano smarriti. Qualcuno ha scattato foto, altri si sono scambiati idee, i ragazzi che ormai vivono al camping hanno raccontato le loro esperienze e lo stare insieme condividendo sensazioni ma non solo. In quella splendida giornata di sole, in piena convivialità, i giovani hanno deciso di recarsi in spiaggia per parlare del ‘bello’ che li circondava, a riflettere insieme e a pensare ‘oltre’.

Un’esperienza suggestiva che ha smosso gli animi degli studenti. Tornati a scuola tutti quei pensieri e quelle sensazioni si sono trasformate in dipinti, disegni e pezzi di cielo che sono andati proprio a risarcire quelle macchie sui muri che ricordavano il terremoto e i suoi danni. “Abbiamo trasformato le nostre paure in bellezza – dicono – rendendole più serene, perché ogni colore, ogni segno, ogni pennellata in libertà, ci poteva rendere spensierati e felici”.

 

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