martedì, Giugno 18, 2024

Giorno del ricordo,
“no all’odio e alla creazione di muri”

CIVITANOVA - La commemorazione delle vittime delle foibe e dell'esodo istriano-dalmata è stata l'occasione per riflettere anche sulle migrazioni forzate di oggi. Al liceo Da Vinci testimonianze e lavori degli studenti

 

 

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Il dirigente Ansovini con il relatore Valerio Calzolaio e il presidente del consiglio Daniele Maria Angelini e il sindaco Corvatta

Il Giorno del ricordo, istituito per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, è stato celebrato questa mattina a Civitanova, all’aula magna dell’Istituto superiore Leonardo da Vinci, con un Consiglio comunale in seduta aperta. All’incontro, dopo i saluti di apertura del sindaco Tommaso Claudio Corvatta e del presidente del Consiglio comunale Daniele Maria Angelini, sono seguite le relazioni del dirigente scolastico Pierluigi Ansovini e del professor Valerio Calzolaio. Per l’occasione, gli studenti dell’Istituto tecnico commerciale Corridoni hanno realizzato un video sul tema “Foibe ed Esodo”, proiettato nel corso della mattinata. Ha partecipato, con una toccante testimonianza, il dottor Orazio Zanetti Monterubbianesi, figlio di esuli. «Con la guida dei docenti – ha rimarcato il presidente Angelini rivolgendosi agli studenti – avete potuto conoscere una realtà storica che vi consentirà di comprendere meglio ed apprezzare ancor di più i valori di pace ed accoglienza, per costruire un futuro in cui siano bandite violenza, ingiustizia e discriminazione. Per saldare una frattura storica è servito un impegno verso la verità ed uno sforzo verso la riconciliazione con le popolazioni di Slovenia e Croazia, volto a mantenere una visione complessiva e imparziale di un’epoca caratterizzata da opposti totalitarismi. Nessuna riconciliazione cancella il dolore subito, ma può consentire di superare le ferite reciprocamente inferte». «Non ritengo queste manifestazioni come giornate commemorative – le parole del sindaco Corvatta – ma come opportunità di riflessione su fatti dolorosi del passato che servono per migliorare il futuro e non c’è spazio migliore di una scuola superiore per questa attività. Questa mattinata, attraverso i contributi di autorevoli relatori, ci testimonia la sofferenza prodotta dall’odio e ci fa riflettere anche sulle migrazioni forzate che ancora oggi sono all’ordine del giorno. Invito voi ragazzi ad essere sempre sinceri e critici con voi stessi. E’ questa la miglior arma che avete per combattere l’odio e la creazione di muri». La cerimonia si è conclusa alle 12.30 con la deposizione di una corona di alloro al monumento delle foibe in piazza Abba.

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Marco Ribechi
Marco Ribechi
è l’esploratore della redazione. Ama la natura e gli animali, va in missione con il suo fido compagno Teo. La sua passione sono i viaggi avventurosi. Lui è “Rio”. Soffre il freddo tremendamente e aspetta tutto l’anno l’arrivo del sole e della bella stagione. Per rilassarsi strimpella un po’ la chitarra. Sportivo ha la passione per la bicicletta.

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1 COMMENT

  1. Quanto tempo e’ stato necessario per riconoscere il massacro compiuto dagli slavi ai danni degli istriani; c’è voluto tanto tempo perchè i compagni comunisti nostrani si opponevano ferocemente a qualsiasi accenno all’eccidio commesso dai fratelli comunisti slavi. E’ stato anche necessario molto tempo per riconoscere l’esilio forzato di tanti italiani dall’Istria, perchè i compagni comunisti nostrani, li osteggiarono al loro arrivo in Madre Patria, accusandoli di essere fascisti che fuggivano dalla loro terra per non incappare nella giustizia degli slavi.
    Il trattato di Osimo staccò definitivamente l’Istria dall’Italia.
    Hanno ragione gli Istriani quando dicono che sono stati gli unici italiani ad aver pagato gli errori e gli orrori di una guerra perduta.

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