martedì, Giugno 25, 2024

Cosa sono le trivelle e perchè si vota:
ecco cosa cambierà nel tuo mare

AMBIENTE - Il 17 aprile in tutta Italia ci sarà il referendum che deciderà il futuro delle piattaforme petrolifere nell' Adriatico. Ecco cosa succederà se vincerà il "sì" o il "no"

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Una trivella in mezzo al mare

In questi giorni tutti non fanno che parlare di trivelle, trivellazioni, ambiente e salute. Ma che significa? Perché in televisione si sente così spesso persone che intervengono su questo argomento?

Devi sapere che il 17 aprile in tutte le città d’Italia e quindi anche in tutti i comuni del Maceratese, i cittadini che hanno più di 18 anni dovranno votare per il referendum. La parola “referendum” viene dal latino e significa “riferisco”. Si usa per descrivere una particolare attività politica in cui i cittadini possono esprimere direttamente le loro idee e prendere una decisione per tutto il Paese. Normalmente non è così perché sono i politici, eletti dai cittadini, che decidono. Nel referendum invece la decisione è diretta e immediata e i politici sono costretti a rispettarla. E’ un atto di grande democrazia.

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La zona in rosso è quella interessata dalle trivellazioni

Il 17 aprile il referendum sarà sulle trivelle nel mare Adriatico. che cosa significa?

Le trivelle sono delle piattaforme, simili a grandi palafitte, che si trovano al largo del mare. Con una specie di trapano gigante esplorano i fondali marini alla ricerca di gas e petrolio da estrarre per produrre energia e carburante. Lo Stato Italiano concede dei permessi alle aziende che vogliono estrarre queste risorse naturali. I permessi non sono dati per sempre ma devono essere rinnovati di tanto in tanto. La prima concessione dura 30 anni, la seconda 10 e poi altre due volte per 5.

referendum-15x10-sino-11-300x203Se il 17 aprile vincerà il “Sì” allora sarà l’ultima volta che questi permessi verranno rinnovati. Quando scadranno tutte le concessioni, più o meno nel 2034, cesseranno anche le estrazioni di petrolio nel mar Adriatico.

Se il 17 aprile vincerà il “No” invece le aziende che hanno oggi la concessione potranno rinnovarla fino all’esaurimento dei pozzi di petrolio. Cioè potranno continuare ad estrarre finché non ce ne sarà più. 

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Greenpeace è una delle associazioni più grandi al mondo che difende l’ambiente, è a favore del “Sì”

Con il referendum sulle trivelle diventa molto importante capire anche gli aspetti ambientali. Il petrolio e il gas sono due fonti di energia che in futuro dovranno essere abbandonate perchè molto inquinanti. Al loro posto arriveranno forme di energia pulita come il sole, il vento, il moto delle onde e tante altre che non sono inquinanti. L’estrazione del petrolio, oltre ad essere un’attività che ha un forte impatto sull’ambiente, visto che perfora i fondali marini, può essere anche inquinante perchè riversa nell’ambiente delle sostanze chimiche pericolose. Inoltre serve a produrre dei combustibili (gas e petrolio) che inquinano e devono essere aboliti. Ecco perchè molti vogliono fermare le trivellazioni. Queste persone voteranno “Sì”.

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Un lavoratore di una piattaforma (fonte nuke.mollotutto.com)

Un altro punto importante è: se chiudiamo le trivelle come fanno tutte quelle persone che lavorano proprio in questa attività? Perderanno il posto? Il fronte del “No” vuole difendere questi lavoratori e per questo dice che bisogna continuare ad estrarre. Le trivelle ci sono, i lavoratori anche è giusto continuare a produrre il petrolio che altrimenti deve essere comprato da altri paesi. Infatti anche se si bloccano i permessi questo non significa che in Italia non si userà più il petrolio. Il passaggio da un’energia inquinante alle energie pulite sarà lento quindi, durante questo tempo, tanto vale consumare il nostro petrolio. Chi la pensa così voterà “No”.

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Un’altra foto di Greenpeace

Chi è favorevole al “Sì” ricorda però che fino al 2034 comunque molte trivelle resteranno attive, quindi nessuno perderà il lavoro da un giorno all’altro. Inoltre se i soldi spesi per le trivelle fossero usati per aumentare l’uso di energie pulite si potrebbe dare lavoro a tante altre persone che ora sono disoccupate. Il fronte del “Sì” vuole bloccare le concessioni anche per avere la certezza che l’Italia in futuro si impegnerà per usare le energie pulite. Il nostro paese infatti, grazie alle tante giornate di sole che ci sono in un anno, è particolarmente indicato ad esempio per l’energia solare. Chi voterà “Sì” dirà “Basta al petrolio”.

 

Marco Ribechi
Marco Ribechi
è l’esploratore della redazione. Ama la natura e gli animali, va in missione con il suo fido compagno Teo. La sua passione sono i viaggi avventurosi. Lui è “Rio”. Soffre il freddo tremendamente e aspetta tutto l’anno l’arrivo del sole e della bella stagione. Per rilassarsi strimpella un po’ la chitarra. Sportivo ha la passione per la bicicletta.

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