Studenti e social network
«Le nuove generazioni
sono sincere online»

Studenti e social network
«Le nuove generazioni
sono sincere online»

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SONDAGGIO – E’ il risultato del questionario proposto dal Corecom Marche, presieduto da Cinzia Grucci. All’iniziativa hanno partecipato 195 studenti e studentesse delle classi quarte e quinte delle scuole di secondo grado della provincia di Ancona. Il dato principale conferma la frequenza assidua alla rete

social-rete_onlineCom’è il tuo rapporto con i social network? Ormai questi ambienti virtuali fanno parte della vita di tutti noi e i nativi digitali hanno un approccio molto diverso da quello che hanno le altre generazioni rispetto all’uso della rete. Per comprendere cambiamenti e tipo di approccio ai social, il Corecom Marche ha proposto un sondaggio tra gli studenti delle classi quarte e quinte delle scuole di secondo grado della provincia di Ancona. Scopo del questionario proposto, come spiega la presidente del Comitato Cinzia Grucci, quello di sondare le abitudini e le esperienze di approccio al mondo dei social media.

All’iniziativa hanno partecipato 195 studentesse e studenti e il dato principale conferma la frequenza assidua alla rete. Solo il 7,69% trascorre meno di due ore al giorno online, il restante 81,31% molte di più. I social network sono frequentati anche in chat per il 20% e in giochi per il 15%.
«Si reputa tuttavia – come spiega Grucci – che l’adesione a quest’ultimo settore sia sottostimata, anche in considerazione di come viene inteso il concetto stesso di gioco. Infatti, dal questionario emerge che sono assai diffuse le piattaforme che effettuano giochi online, soprattutto quelle di gaming e, in misura minore, le challenges e i giochi di ruolo. Da non dimenticare che stiamo parlando di ragazzi tra i 16 e i 18 anni e probabilmente il dato inerente gli stessi giochi e le sfide sarebbe molto più alto se parametrato su studenti di minore età».

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La presidente del Corecom Cinzia Grucci

L’attrattiva più frequente è quella di chattare con i propri amici (oltre il 70% degli intervistati), ma un quarto degli studenti vuole conoscere nuove persone e idee in rete e solo un 2% usa quest’ultima per promuovere la propria immagine. Il 12,82% condivide le esperienze online con gli adulti e la maggior parte si limita solo a qualche aspetto. Coinvolti soprattutto i familiari (fratelli, sorelle e genitori) e altre persone, quasi mai gli insegnanti. Nello specifico, il 15,90% dei giovani parla di problematiche riscontrate in rete.

«Fondamentalmente – aggiunge Grucci – in rete le giovani generazioni sono sincere. Solo un 2,56% non lo è mai e un 26,67% lo è qualche volta. Sarebbe interessante approfondire questo aspetto per capire se vengano usati pseudonimi o avatar, se le motivazioni siano legate alla tutela della privacy, ovvero al timore di essere oggetto di attacchi di haters o di cyberbulli. In realtà, solo il 15,38% ha dichiarato di essere stato vittima di cyberbullismo, una percentuale dell’ 1% di esserlo attualmente, e il 21,53% di avere praticato il sexting online».

In base agli esiti del questionario, impostato su risposta multipla, Instagram è la piattaforma più frequentata dalle giovani generazioni (circa il 90% dei ragazzi e delle ragazze), seguita a breve da Whatsapp, TikTok (l’80%) e poi da YouTube (il 35%), BeReal, Discord e Twitch (tutte con adesione di poco più del 10%). Altre piattaforme d’interesse sono risultate, in ordine decrescente, Snapchat, Telegram, Facebook e Pornhub. Interessante l’adesione (10%) a “BeReal”, che ha lo scopo di condividere contenuti veri e senza filtri da parte degli utenti.

«Una piattaforma – conclude la presidente – che sembra sfidare le problematiche del vero e del falso di cui come Corecom ci stiamo occupando ormai da tempo. Sicuramente il metodo usato da questa piattaforma è molto impegnativo, se non addirittura invasivo o invadente. Sarà interessante approfondire le ragioni e le impressioni degli utenti e verificarne il livello di soddisfazione. Per ora ci sembra interessante e stimolante sapere che i giovani sono alla ricerca del vero».



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