lunedì, Giugno 24, 2024

Viaggio con Dante
per le vie di San Ginesio
«Nessuno è rimasto indietro»

GLI STUDENTI E LE STUDENTESSE del Liceo Cantalamessa di Macerata, coinvolgendo alcuni ragazzi con disabilità, hanno messo in scena “Amor mi mosse che mi fa parlare”, una performance in movimento dal Parco della Rimembranza a piazza Gentili. La regista è Fabiana Vivani. L'apprezzamento del presidente di Anffas Marco Scarponi

 

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Un momento dello spettacolo

Una splendida rappresentazione domenica sera a San Ginesio, quella messa in scena dal Liceo Artistico Cantalamessa di Macerata, durante lo spettacolo itinerante dal Parco della Rimembranza a piazza Gentili. Lo spettacolo, incentrato  sull’Inferno di Dante Alighieri si intitola “Amor mi mosse che mi fa parlare” e ha visto l’impegno di 200 studenti e studentesse, oltre al coinvolgimento degli insegnanti del liceo, da ottobre a oggi.

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Si tratta della seconda esibizione dei ragazzi e delle ragazze, guidate ancora una volta dalla regista Fabiana Vivani, dopo “Trasumanar…oltre Dante”, all’Anfiteatro romano di Urbisaglia. Il Liceo Cantalamessa ha scelto San Ginesio in quanto luogo delle celebrazioni dantesche e per ridare luce ad un borgo che ancora porta le ferite del sisma del 2016. A fine ottobre è iniziato il corso che ha visto il coinvolgimento di 38 studenti e studentesse, fra tutte le classi. Il testo teatrale è nato dal lavoro condiviso dalla regista e dalle professoresse Roserita Calistri e Paola Consolati.

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Le tre fiere

Soddisfatta della performance anche la regista Fabiana Vivani, che così commenta al termine dello spettacolo. «La valenza straordinaria di questo progetto non è solo artistica ma soprattutto inclusiva. Avere tra gli spettatori il presidente dell’Anfass Marco Scarponi, che stimo ed ammiro per la sua quotidiana determinazione, e sentire le sue profonde riflessioni mi riempiono l’anima. Le sue parole, quelle degli studenti e delle loro famiglie mi rendono ancor più decisa nel perseguire nuovi approdi. Mi scoppia il cuore».

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I dipinti di Sem Smorlesi

Eccole, infatti, le parole di Scarponi. «Lo spettacolo secondo me ha un’ambientazione straordinariamente suggestiva, merito del magnifico borgo di San Ginesio ma anche della sapiente messa in scena della regista Vivani e di chi ha curato insieme a lei scenografia e effetti luci. Bellissima la parte finale degli ignavi, che scendono dalla scala. Sembra veramente un “girone infernale”. Bellissima anche la parte dei dannati nella selva all’inizio. Bravissimi tutti i protagonisti, tutti ragazzi che probabilmente per la prima volta si cimentavano nella recitazione – conclude Marco Scarponi -. A prescindere dalla loro età, dai 14 ai 18 anni non è facile amalgamare un gruppo, o dalla loro condizione, tutti sono stati assolutamente superlativi. E il fatto che non si siano volte “differenze” fra gli attori, nonostante ci fossero diversi ragazzi con disabilità, fa capire che per ottenere una vera inclusione bisogna cercare le capacità di ogni individuo e cioè far emergere le proprie abilità. Brava ed ancora brava Fabiana Vivani».

Così commenta la docente Ida Mari. «Attori eccezionali, immedesimati perfettamente nella parte, con una recitazione sia espressiva che verbale da professionisti. Per non parlare poi della scenografia con installazioni bellissime, d’effetto. La regia è stata perfetta. Il pubblico si è lasciato rapire e trasportare in questo viaggio che si è snodato tra le vie del paese, accompagnato da una bellissima voce di una cantante eccezionale. Non poteva essere diversamente.

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Ho avuto la fortuna di partecipare un paio di volte alle prove e constatando con piacere quanto fossero bravi i ragazzi e che bel clima si era creato tra loro, gli insegnanti e la regista. Per non parlare del felice inserimento dei ragazzi con disabilità. Li ho visti lavorare con entusiasmo, darsi consigli, supportarsi nei momenti più critici. Anche i ragazzi che hanno lavorato al loro fianco per le riprese e le installazioni e le mascherine presenti hanno dato una bella testimonianza di collaborazione e di “amore” per questa nostra bella scuola. Penso e spero che questa bella ed entusiasmante esperienza possa costituire una buona spinta per i ragazzi a fare di più e a studiare con più consapevolezza. Me lo auguro e ve lo auguro – rivolgendosi agli studenti e alle studentesse – perché questo liceo non ha niente da invidiare agli altri licei, anzi. Lascio questa scuola portandomi nel cuore, tra le altre cose, questi due meravigliosi eventi teatrali, consapevole della fortuna che ho avuto a lavorare in questa scuola e con colleghi come voi tutti. So quel che lascio, come si suol dire, non so però quel che trovo. Ma voglio essere positiva e fare mio l’invito evangelico “Duc in altum”».

Hanno collaborato Lucia Indellicati come referente di progetto, Marco Bozzi per l’audiovisivo, Rudy Trapassi, Enrica Paduano e la sezione architettura per le scenografie, Marco Franchini e Adriano Sandroni per le maschere, Simonetta Palmucci, Annamaria Papetti, Maddalena Striglio per i costumi e le stampe su tela, Marco Cingolani per le installazioni e Anita Seri come assistente.

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La mappa dell’itinerario realizzata da Rudy Trapassi
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I dipinti di Sem Smorlesi

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2 COMMENTS

  1. Sono fiera di mia figlia Chiara che ha intrapreso questo percorso, è stato un anno intenso,fortuna il teatro che anche se fatto in dad,ha funzionato benissimo
    La educatrice,regista Fabiana è riuscita a tirare fuori l anima dei ragazzi;a volte ascoltavo le loro prove in dad,e rimanevo incantata nel sentire i ragazzi.
    Bravissimi tutti voi ragazzi e un grazie di a Fabiana ed alla professoressa Calistri che hanno seguito i ragazzi sempre apprezzandoli
    Grazie anche a tutti gli altri professori che hanno partecipato con entusiasmo

  2. Se lo avessi saputo sarei andato volentieri. Ho visto molti spettacoli su Dante in questo 2021 per i 700 anni dalla morte e non sempre ho visto molta sincerità e totale onestà intellettuale. I ragazzi e le ragazze sono sempre più puri e genuini, non ancora contagiati dalle convenzioni e dai compromessi di molti adulti e quando si appassionano ad un progetto e ad un’idea molto spesso la realizzano in modo esemplare.

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