venerdì, Maggio 24, 2024

Che cosa vuol dire
essere un eroe o un’eroina?

RIFLETTIAMO (1a parte) - Superman, Catwoman e il coraggioso personale medico sanitario in tempi di Covid: chi è un vero eroe o eroina? E tu, ne conosci altri?

 

L’articolo è frutto di un lavoro di un gruppo di studenti e studentesse del corso Metodi e tecniche di analisi dello sviluppo umano, condotto dalla Prof.ssa Paola Nicolini, che si sta occupando di temi connessi alla Giustizia Riparativa all’interno del percorso magistrale in Scienze filosofiche all’Università di Macerata.

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di Alessia Ciarrocchi  in collaborazione con Maia Barilari, Federica Bucci, Valeria De Paola, Alessandro Maranesi, Ilaria Mariani, Ilaria Medei, Carmen Ruggeri.

Disegno-dei-supereroi

Tante volte in questo periodo si è parlato di eroi e di eroine, riferendosi al personale sanitario impegnato nella cura di chi si è ammalato di Covid. Per cercare di capire insieme che cosa voglia dire essere un eroe e un’eroina vogliamo parlare di un famoso supereroe: Superman. Non narreremo certo tutte le sue imprese, di cui sicuramente sarete più a conoscenza di noi; il nostro intento è, piuttosto, quello di mostrarvi alcuni particolari relativi alla persona stessa di Superman, che fa di questo personaggio, appunto, un eroe super.

Disegno-di-Superman

Innanzitutto, iniziamo con il suo vero nome: Kal-El. Dovete sapere che Superman nasce come fumetto intorno agli anni ’30 del ‘900 e che i suoi due ideatori, Jerry Siegel e Joe Shuster, erano ebrei: Kal-El è un’espressione ebraica che si può tradurre con “Voce di Dio”. Kal-El è un uomo che arriva sulla Terra, per mezzo di una navicella spaziale, da un altro pianeta di nome Krypton. Questo pianeta, ovviamente inventato dai due autori, farebbe parte di un altro sistema planetario che ruota attorno alla stella Rao, proprio nello stesso modo in cui il nostro pianeta gira intorno al Sole. Gli abitanti di Krypton, come potrete immaginare, non sono dei mostri alieni, piuttosto individui dalla forma umana, anzi, potremmo dire veri e propri esseri umani, ma più evoluti di quelli sulla Terra, sia dal punto di vista tecnologico, sociale e politico, sia dal punto di vista fisico – tanto che se esposti alla luce del Sole magicamente acquisiscono la capacità di volare, una forza e una velocità elevatissime e una percezione sensoriale acutissima. Proprio per queste caratteristiche Superman è stato molto spesso ribattezzato “l’uomo del domani”.

Disegno-di-Catwoman

 

Una volta arrivato sulla Terra, il piccolo Kal-El viene preso in affidamento dalla famiglia Kent, inizia a vivere tra gli uomini e le donne e decide di mettere i suoi poteri al servizio della giustizia. Da questo momento in poi Kal-El vestirà i panni di un comune giornalista chiamato Clark Kent. Questo gli permette di avere una vita normale e di interagire coi colleghi e colleghe del giornale Daily Planet, per il quale lavora. Quando Kal-El veste i panni di Superman – una tuta blu con davanti una “S” rossa, il famoso simbolo che lo identifica, e un mantello rosso – vola sopra la città. Non rimane lungo le strade, ma osserva tutto dall’alto perché solo così può riuscire a vedere meglio dove le azioni umane diventano cattive e ingiuste, al punto di mettere in pericolo anche altri uomini e donne. Se Superman rimanesse tra le persone, non riuscirebbe ad avere una visione completa di ciò che accade. E così deve continuamente portare avanti una doppia vita, che si affianca alla doppia identità: da una parte Kal-El è un uomo che vive nel mondo con altri uomini e altre donne, dall’altra parte egli è un eroe che guarda il mondo dall’alto.

Bambina-superwoman

Superman sa che molto spesso agiamo in modo sbagliato perché siamo presi dalle nostre vicende personali, non riflettiamo su noi stessi e non ascoltiamo le nostre emozioni: è per questo che molte volte il male ha il sopravvento sul bene. Il male più grande è agire senza tenere in considerazione le altre persone con cui viviamo. Per fare un esempio, uno dei più grandi nemici di Superman è Lex Luthor, uno scienziato pazzo che usa la sua intelligenza informatica e tecnica per costruire armi con lo scopo di dominare il mondo, cercando di causare continuamente nuove guerre fra nazioni. È chiaro che Luthor, quando agisce, non pensa alle altre persone, anzi mira a sottometterle tutte per i suoi interessi di potere, anche e soprattutto di tipo economico. Luthor è schiavo del desiderio di prevaricare sempre sugli altri e le altre, ma lui non lo sa, altrimenti avrebbe sicuramente voluto essere libero da questo folle desiderio, non credete?

Bambino-superman

Al contrario, l’eroe e l’eroina sono liberi, per questo possono volare. La libertà di Superman è data innanzitutto da una forte consapevolezza. Ma cosa c’è esattamente da sapere per essere degli eroi e delle eroine? Si tratta di ascoltare se stessi, i propri desideri, le proprie emozioni, per capire in che modo ci spingono ad agire. Si tratta, poi, di ascoltare le altre persone che ci circondano, capire che ognuno e ognuna ha spesso una vita travagliata e piena di problemi che pesano sulla loro esistenza. Troppe volte le persone agiscono senza pensare, trascinate dalle dinamiche della loro vita: un fallimento sul posto di lavoro, un incidente in auto o una giornata stancante possono causare una litigata in famiglia.
Si tratta, prima di agire, di fermarsi a pensare che nel mondo viviamo sempre con gli altri e le altre. Pensare è l’attività che, proprio come il volo per Superman, ci fa mettere distanza tra noi e l’azione che stiamo per compiere, creando quel momento giusto per essere noi stessi eroi ed eroine che intervengono per ristabilire il bene laddove l’equilibrio è stato rotto. Solo così gli uomini e le donne potranno diventare capaci di controllare il proprio comportamento.

Donna-superwoman

Ognuno di noi ha la possibilità di essere un po’ eroe o un po’ eroina nelle sue piccole azioni quotidiane: il punto non è tanto la grandezza dell’azione compiuta, quanto se questa azione abbia in qualche modo fatto del bene a qualcuno, creando meraviglia o gioia nel quotidiano.
Possiamo essere eroi ed eroine, nel nostro piccolo, quando facciamo una cosa perché sentiamo che in quel momento è la cosa giusta da fare, anche se non ci riguarda direttamente, anche se è necessario un po’ di impegno, anche se non sarebbe comodo. Possiamo essere eroi o eroine, ad esempio, quando di fronte a un compagno di scuola che ne prende in giro un altro, gli chiediamo di smettere; oppure quando alla fermata dell’autobus ci accorgiamo di una persona anziana fa fatica a salire l’aiutiamo, anche se sappiamo che possono esserci intorno a noi altri o altre pronti a deriderci per questo gesto.
Si può essere eroi ed eroine se, vedendo qualcuno buttare rifiuti a terra, ci si avvicina per indicare di usare il bidone della spazzatura.
Superman ci insegna che siamo in grado di migliorare la vita delle altre persone, dando prova di coraggio o anche accettando “sacrifici”.

Uomo-superman

Non è una cosa fantastica? E voi che ne pensate?
Vi proponiamo delle domande su cui potete riflettere:
1- Chi è un eroe/eroina?
2- Quale può essere un gesto eroico?
3- Hai mai conosciuto un eroe/eroina?
4- Ti sei mai sentita/o eroina/eroe?

Ecco, per iniziare, delle interviste fatte a Cristian e ad Alessandro!
Cristian, 7 anni
1- Chi è un eroe/eroina?
Un eroe/un’eroina è una persona che aiuta la gente quando è in difficoltà.
2- Quale può essere un gesto eroico?
Un gesto eroico è, ad esempio, aiutare un vecchietto o una vecchietta ad attraversare la strada perché loro vanno un po’ lenti; un altro esempio è salvare un bambino che sta per affogare in piscina oppure aiutare i gattini quando non riescono a scendere dagli alberi.
3- Hai mai conosciuto un eroe/eroina?
Sì, il mio babbo e la mia mamma che aiutano sempre me e i miei fratelli.
4- Ti sei mai sentita/o eroina/eroe?
Sì, quando aiuto i miei amici in difficoltà a scuola.

Alessandro, 13 anni
1- Chi è un eroe/eroina?
Un eroe o eroina è una persona che la società definisce tale. Lo/la chiama così perché ha fatto un atto singolare in una situazione di pericolo.
2- Quale può essere un gesto eroico?
Un gesto eroico è un gesto fatto sull’orlo del precipizio.
3- Hai mai conosciuto un eroe/eroina?
No, non ho mai conosciuto eroi o eroine.
4- Ti sei mai sentita/o eroina/eroe?
No, non mi sono ancora mai sentito un eroe.

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