lunedì, Giugno 24, 2024

«Vedere i proff in webcam
ci dà una parvenza di normalità
ma la scuola ci manca»

MACERATA - Tre studentesse del liceo artistico "Cantalamessa" raccontano la didattica a distanza

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La professoressa Roserita Calistri del liceo artistico “Cantalamessa” di Macerata in videolezione con alcune sue alunne

A causa del coronavirus, in questo periodo tutte le scuole sono chiuse e il Ministero dell’istruzione ha provveduto a risolvere questo problema attraverso la didattica a distanza. In altre parole, gli insegnanti si collegano dal computer di casa e restano in contatto con i propri alunni ed alunne attraverso delle videolezioni, dando loro delle consegne da caricare su una piattaforma e cercando così di stargli vicino in questo momento di isolamento. Al liceo artistico “Cantalamessa” di Macerata la didattica a distanza ha preso il via la scorsa settimana e alcuni studenti e studentesse hanno voluto dare la loro testimonianza di come stanno procedendo le cose, parlando della tempestività dei loro docenti, della mancanza di andare a scuola e la necessità di non prendere la chiusura della scuola come una vacanza. 

Federica Salvucci, classe 5D

«La didattica a distanza è stata un’ottima iniziativa da parte del Ministero dell’istruzione e dello Stato. La rapida mobilitazione di tutto il corpo docente e del dirigente ha fatto sì che noi studenti e studentesse (e maturandi) perdessimo meno giorni possibili. Il poter vedere i professori, anche se via webcam, ci ha dato e ci sta dando una parvenza di normalità e di relazione sociale non indifferente. Ad essere onesti mi manca andare a scuola, perché anche se banale, in primis siamo noi la scuola e non l’edificio che la forma. È in queste circostanze che si ritrova l’importanza dell’istruzione e di tutte le persone che la formano. La ritengo un utilissimo mezzo di educazione, come tutti i mezzi di comunicazione digitali, che se usati nel giusto modo possono dare un grande contributo; questa, in particolare, ha un gran potenziale e credo che, se dovessimo prorogare ulteriormente il rientro scolastico, non avremo nessun problema in materia di programmi didattici da concludere».

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Arianna Veroli, classe 5D

«Con i nostri professori, per via del Coronavirus, ci siamo organizzati con delle videochiamate con Google meet, per non rimanere indietro con il programma. Sinceramente, trovo che questa sia un’idea veramente fantastica ed incredibile, anche perché queste lezioni iniziano ad un’orario a noi più consono (solitamente verso le 9/10) e ciò ci permette anche di dormire un po’ di più. Inoltre, ci tengono un po’ la testa impegnata, dato che non possiamo né uscire di casa né passare a salutare le persone più care. Da un giorno all’altro ci siamo ritrovati persi, distaccati da tutto ciò che appartiene al genere umano: il contatto. Noi umani non siamo abituati a stare rinchiusi dentro casa per un periodo molto lungo, qualche giorno va anche bene per staccarsi, ma un mese decisamente no. Noi siamo fatti per stare a contatto con le persone, andare a prendere qualcosa al bar, ritrovarci magari anche per una chiacchierata, abbiamo bisogno di relazionarci con altra gente, e, grazie a queste lezioni online, ci sentiamo anche un po’ più sollevati, perché ci tengono la mente impegnata da tutte queste preoccupazioni e sinceramente trovo che sia un’idea veramente eccezionale! Tutti i professori dovrebbero organizzarsi in questa maniera, in modo da fare le lezioni ai propri studenti e studentesse, cosa che ci sta aiutando tantissimo, vi ringraziamo infinitamente».

Oana Pop, classe 5D

«Siamo nel 2020 ed è da poco iniziato un anno nuovo, pieno di sorprese direi. Siamo a marzo e sono già successe mille cose, a partire dalla paura dello scoppio della terza guerra mondiale a ciò che stiamo passando oggi, il terrore di contrarre il maledetto coronavirus. Le precauzioni prese inizialmente erano la chiusura delle scuole solamente nelle zone rosse, poi nelle regioni vicine e infine è stata intrapresa la chiusura delle scuole nazionale, in tutta Italia. Forse non siamo ancora in grado di capire la gravità della cosa, ma questo virus non si deve sottovalutare, anzi bisogna rispettare l’unica regola imposta, ovvero rimanere dentro le nostre case. Le scuole sono chiuse, ma l’istruzione non deve fermarsi: con tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione siamo perfettamente capaci di partecipare alle lezioni on-line, tramite piattaforme che sono in grado di permetterlo. Per chi partecipa al quinto anno di superiori sarebbe un problema interrompere le lezioni scolastiche, perciò dobbiamo attrezzarci per studiare da casa e lo stiamo facendo. Da pochi giorni abbiamo iniziato a fare le video-lezioni ed è bello rivedere tutti i compagni ed i professori, siamo a casa quasi come fossimo in quarantena, ma abbiamo la possibilità di vivere la scuola nelle nostre camere e di andare avanti con il programma, che è la cosa più importante in questo momento. Non dobbiamo prendere la chiusura delle scuole come una “vacanza” e come un tempo libero che abbiamo a disposizione solo per svagarci nella noia più totale, ma tutto ciò è anche un modo per sviluppare le tecnologie moderne e togliere la noia, assistendo alle lezioni che sono fondamentali per eliminare il senso di solitudine che oggi abbiamo. Questo evento ci ha fatto realizzare che non solo è importante rispettare le regole, ma è fondamentale alzarci e riuscire a superare tutta questa negatività aprendo un nuovo mondo che, in passato, non era stato utilizzato. Stiamo rivoluzionando il modo di fare scuola, utilizzando la tecnologia nella maniera giusta e non in quella errata, essa ora è diventata strumento di istruzione e ci aiuta a non perdere tempo, a non abbatterci da soli, ma ad unirci tutti insieme per combattere questo virus che bussa alle porte delle nostre case. Dobbiamo essere forti, ma se siamo soli non possiamo esserlo, con l’aiuto dell’istruzione riusciremo a non abbatterci».

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