martedì, Giugno 25, 2024

«Mio figlio è morto di droga»:
papà Giampietro racconta
e saluta con un abbraccio

SARNANO - Alunni e alunne degli istituti comprensivi "Leopardi" e "Gentili" hanno incontrato il fondatore dell’ associazione “Ema Pesciolino Rosso”

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L’abbraccio di Pietro Ghedini con gli studenti

Un incontro veramente emozionante quello che si è svolto giovedì scorso nel Loggiato di Via Roma a Sarnano tra Gianpietro Ghidini e gli alunni  e le alunne della scuola secondaria di Primo Grado “G. Leopardi” e quelli delle classi prime del Liceo “A. Gentili”. Un incontro che ha toccato il cuore di tanti ragazzi a cui papà Gianpietro ha dato appuntamento per raccontare la sua storia, una storia di dolore a seguito della scomparsa di suo figlio Emanuele, ragazzo di 16 anni, avvenuta dopo una serata in cui aveva consumato sostanze stupefacenti a una festa.

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La Fondazione “Ema PesciolinoRosso”, nata in seguito alla tragica scomparsa di Emanuele Ghidini, è una Fondazione che ha come scopo principale il sostegno dei giovani nella forma di divulgazione e supporto alle attività di sviluppo e crescita delle nuove generazioni. Ora questo papà intende dedicare la sua vita per parlare con i ragazzi e ragazze, raccontare la sua esperienza ed invitarli a parlare con genitori e adulti nei momenti di difficoltà e di insicurezza tipici dell’età giovanile. Il suo linguaggio è quello di un padre che ha perso il proprio figlio, ma che vuole mandare un messaggio ai ragazzi affinché non succeda più quello che è accaduto a suo figlio.

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In questi anni il “PesciolinoRosso” è diventata una community di migliaia di persone, in crescita costante, dove genitori e giovani si scambiano idee, pensieri e condividono riflessioni su temi come l’adolescenza, il futuro, la scuola e ovviamente il rapporto tra genitori e figli.

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La dirigente scolastica Maura Ghezzi ha ringraziato il signor Ghidini e ha sottolineato l’ importanza della sua testimonianza e del suo impegno affinchè siano da insegnamento per tutti. Un dolore che questo padre, insieme a tutta la sua famiglia, ha saputo trasformare in un impegno a favore di tantissimi giovani, con cui in questi anni ha avuto il coraggio di venire a contatto. Un dialogo che va dritto al cuore, perché aldilà delle parole, quello che Gianpietro sa suscitare sono le emozioni, che lui in prima persona, ogni volta rivive e trasmette.
Infine  Gianpietro saluta i ragazzi, abbracciando molti di loro.

 

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