giovedì, Luglio 18, 2024

Giuliano Amato incontra gli studenti

GIOVANI REPORTER - Il giudice della Corte Costituzionale, ospite all'Ite Gentili, ha parlato anche del caso Macerata

 

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Nona tappa a livello nazionale dell’incontro degli studenti italiani con la Corte Costituzionale, tenutosi oggi all’I.T.E Gentili di Macerata. Le classi quinte dell’istituto Gentili e del liceo scientifico G. Galilei hanno incontrato il giudice della Corte Costituzionale della Repubblica italiana Giuliano Amato.
Con l’inno nazionale si apre la conferenza, seguito da una citazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha esplicato fin dall’inizio i temi dell’intero intervento: “I giovani hanno a disposizione una straordinaria cassetta di attrezzi: la Costituzione. La cui Corte è chiamata non solo a custodire e difendere ma anche a far meglio conoscere”.
Dopo una breve esposizione del lavoro sulla legalità svolto lo scorso anno dai due istituti e la visione di un video creato dagli studenti di una scuola calabrese, in cui sono stati intervistati alcuni membri della Corte Costituzionale, prende la parola il professor Amato.
Il giudice comincia raccontando due episodi, il Loving case e il caso di Rosa Parks, chiari esempi di intolleranza razziale dell’America del secolo scorso, per poi proseguire citando altri eventi analoghi
con i quali Amato chiarisce l’importanza della Corte Costituzionale che ha il compito di rivedere e correggere possibili errori presenti nella Costituzione in base alle esigenze attuali.
Successivamente si sofferma sulle problematiche di oggi, quali l’intolleranza e l’immigrazione, esaminando la questione italiana. Invita gli italiani a non avere paura del diverso ma ad accettarlo e a conviverci poiché “il problema è dentro di noi”. Proprio partendo da questa affermazione cita i recenti fatti di Macerata mettendoli a confronto con un caso analogo avvenuto nel milanese.
In ciò Amato riconosce non tanto il problema dell’immigrazione, quanto quello della clandestinità, causa diretta della criminalità: “La clandestinità si combatte sempre con la legalità”, afferma poi.
Il professore tocca in seguito il tema del femmicidio: “Al maschio non è mai uscito dalla testa il fatto che la donna sia uscita dalla sua costola”. E sottolinea la disparità dei sessi come un problema non ancora superato poiché “se esiste un problema di femminicidio e non di maschicidio significa che l’uguaglianza tra i sessi non c’è”. L’intervento del giudice Amato si conclude tornando all’argomento iniziale e afferma: “La Costituzione serve come traccia ma la principale traccia deve essere fatta da noi, dalla nostra coscienza”.

gli studenti dell’alternanza scuola-lavoro Giulia Pistarelli, Anita Bracalente, Nouhaila El Aarif, Riccardo Cetraro

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Marco Cencioni
Marco Cencioni
è il nostro eroe dello sport. Appassionato di calcio, tocco sopraffino, difensore roccioso fuori e dentro il campo. Sulle sue spalle, sopra il numero 4 campeggia il nick name “Ceng”. Ha lo spirito dell’allenatore. Per lui ogni partita si gioca fino al fischio finale, non si arrende mai. Gira il mondo e la provincia per scovare i giovani campioni che diventeranno gli atleti del futuro.

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