domenica, Giugno 16, 2024

I diritti dei bambini, una guida pratica
per un mondo più entusiasmante

IL DECALOGO In occasione della Giornata mondiale dedicata ai più piccoli

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Paola Nicolini

 

di Paola Nicolini*

Il 20 novembre è la giornata internazionale dei diritti dell’infanzia. Serve a ricordare che sebbene ancora in crescita, bambini e bambine sono cittadini speciali che godono di diritti a livello internazionale.
L’Unicef ha curato una presentazione degli articoli in modo che bambini e bambine possano leggere e capire. Un versione del breve manuale illustrato si trova online e, con l’aiuto dei genitori o dell’insegnante, lo puoi scaricare per leggerlo e commentarlo in famiglia o a scuola. Ma quello di cui vorrei parlarti, è il Manifesto dei DIRITTI NATURALI DI BIMBI E BIMBE, che è stato scritto da una persona che si è dedicata per molto tempo a studiare quello che fa crescere bambini e bambine equilibrati e contenti di sé, quello che, insomma, permette loro di stare bene. Questo signore si chiama Gianfranco Zavalloni e ha pensato per voi i diritti che trovi di seguito:

1) IL DIRITTO ALL’OZIO, a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti.
Ci pensi? Poter stare a guardare in aria per ore, seguire il volo di una farfalla che ha catturato la tua attenzione, startene disteso sul tappeto o su un prato solo a giocare con le figure che appaiono alla tua mente o a sentire il rumore del tuo cuore che batte. Un tempo tutto tuo, in cui c’è niente da fare se non oziare un po’ e non dover correre dietro alla prossima cosa da realizzare, obiettivo da raggiungere, appuntamento da rispettare.

2) IL DIRITTO A SPORCARSI, a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti. Che meraviglia! Ora sai che è considerato un tuo diritto mettere le mani nella sabbia e nella terra, rotolarti ogni tanto in un prato e sentire l’effetto che fa l’erba quando viene schiacciata, raccogliere conchiglie e vetrini arrotondati dal movimento delle onde del mare, mettere i piedi in acqua e… saltare dentro una pozzanghera! Splash!

3) IL DIRITTO AGLI ODORI, a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura. Che bello camminare a naso in su dentro a un parco o in boschetto: camminando si calpestano foglie, semi e fiori e si sprigiona l’odore del muschio o della menta, del timo o dei fiori della camomilla. Il passo rallenta, il corpo si rilassa, il chiacchiericcio si spegne a poco a poco e possiamo gustare di altre sensazioni che la vita in città spesso preclude.

4) IL DIRITTO AL DIALOGO, ad ascoltare e poter prendere la parola, interloquire e dialogare. Questa è bella! Adesso che lo sai, quando ti diranno che devi stare zitto perché sei ancora piccolo, potrai dire che è tuo diritto dire la tua, fare domande, rispondere seguendo il tuo pensiero. Senza esagerare, eh! Che se è vero che hai diritto tu, vale anche per fratellini e sorelline, per compagni e compagne di classe, per gli amici che sono venuti a giocare con te.

5) IL DIRITTO ALL’USO DELLE MANI, a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco. Sì lo so, ti starai chiedendo: ma davvero posso chiedere di entrare nella stanza degli attrezzi e provare a fare queste azioni? Sì, è così. E non è pericoloso? No, all’inizio gli adulti saranno la tua guida e ti mostreranno come fare, quali movimenti servono e quali accortezze si prendono per non rasparsi anche la mano, oltre al legno. E poi, se succede, ci si disinfetta, magari si soffre un momento (chiedi al nonno quante dita si è schiacciato nel piantare chiodi o alla nonna quante volte si è lievemente tagliata un dito mentre preparava il pranzo!) e via, si riprova. Sono cose che capitano, ma man mano che ci si esercita, si diventa più precisi e si evitano questi piccoli rischi.

6) IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO, a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura. Quante volte lo avrai sentito dire! È che non è facile trovare posti in cui l’aria sia proprio pura pura, ma dalle nostre parti, tra mare colline e montagne, di posti belli e ancora puliti ce ne sono. Ci sono tante fonti a cui poter attingere l’acqua e basta andare dagli zii che hanno un piccolo pezzo di terra per godere della possibilità di cogliere un pomodoro e gustarselo a morsi, di prendere un frutto maturo da un albero e mangiarselo… a centimetro 0.

7) IL DIRITTO ALLA STRADA, a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade. Ahi, ahi, bambini e bambine che vivono in città spesso non possono praticare questo diritto: la piazza è un parcheggio, le strade un ingorgo di auto! Come si fa, allora? Chiediamo agli adulti di aiutarci a poter praticare questo diritto, scriviamo ai nostri amministratori locali che, come cittadini della loro città, vogliamo vederlo rispettato, mandiamo lettere al giornale perché la nostra voce arrivi là dove le decisioni possono essere prese! E se poi invece vivi in un luogo dove questo è ancora possibile, godine per tutto il tempo che puoi e da grande non dimenticarti di conservarlo per i bambini e le bambine che verranno dopo di te.

8) IL DIRITTO AL SELVAGGIO, a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi. Sono certa che molte volte hai avuto voglia di arrampicarti su un albero o di avere una di quelle belle casette che si vedono talvolta nei film, nascoste tra i rami. Sembrano cose impossibili, ti hanno detto così tante volte che è pericoloso che non ci provi anche solo a chiedere. E invece, guarda qua, scopri che è un tuo diritto! Non rinuncerei del tutto, fossi in te! Chiedi a uno degli adulti che ti è vicino di essere presente mentre provi a dare la scalata a un albero, testando a uno a uno i rami per comprendere non solo con gli occhi, ma anche con le braccia e il corpo, se reggeranno; misurati con la distanza tra te, il tuo peso, la tua forza, la resistenza dell’albero, la sua elasticità. Non hai idea di quante cose stia facendo la tua mente per risolvere i problemi che ti si pongono di fronte, nella scalata! Ma, credimi, sono cose importanti, che non serviranno solo a trovarsi all’interno di un albero a godere del panorama, del fruscio del vento, dell’odore delle foglie e della corteccia, della soddisfazione di avercela fatta, che già di per sé sono dei gran bei risultati.

9) IL DIRITTO AL SILENZIO, ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua. Tu forse ancora non sai quanto possa essere bello ogni tanto gustare del silenzio, così come della parola o degli odori. È una sensazione meravigliosa lasciare le orecchie libere dagli stimoli della tv accesa, della musica costante, del chiacchiericcio che non finisce mai. Dovremmo ogni tanto spegnere tutte le fonti di disturbo fino a poter ascoltare il proprio respiro e cogliere le pulsazioni del nostro cuore, che ci tiene in vita, sentire la lumaca che striscia sul prato in cui siamo stesi, ascoltare le mandibole del bruco che mastica un filino di erba standoci sopra come un equilibrista, percepire una ghianda che è caduta da una quercia o aspettarsi la prossima onda sintonizzandoci sul ritmo del mare.

10) IL DIRITTO ALLE SFUMATURE, a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle. Lo so, non è semplice, perché i ritmi delle giornate lavorative ci costringono spesso ad andare tutti di fretta, ma durante il periodo delle vacanze o nei fine settimana, perché non provare ad alzarsi la mattina presto tutti insieme e ancora con il sonno negli occhi tenersi stretti l’un l’altro di fronte alla finestra e salutare il sole che sembra spuntare dalle onde del mare, verso est? O, una volta che si è fatto tardi la sera, prima di andare a letto, mettersi addosso qualcosa per coprirsi e augurarsi una buona notte sul terrazzo di casa, cercando le stelle nel cielo? Ma anche, tornando verso sera in macchina verso casa, dopo che si è andati in piscina o a ginnastica o a lezione di inglese, perché non chiedere ai genitori che sono alla guida di fermarsi in un posto sicuro per ammirare le sfumature del tramonto rosso fiammeggiante e le nubi che sembrano fatte di panna, senza aspettare il giorno di festa?

Insomma: che ci vuole a vivere un po’ meglio? Pochi istanti, qualche accortezza in più, molta bellezza da ammirare, la relazione tra persone che si scalda e la natura che ci fa sentire più vicini… Rispettare i diritti naturali della bambine e dei bambini farebbe bene a tutti, proprio a tutti, e innalzerebbe immediatamente la qualità delle interazioni nella famiglia e nella scuola, oltre che il livello dell’attenzione sulla cura dell’ambiente. E se per caso, nel leggere quel che ho scritto riportando il pensiero di Gianfranco Zavalloni, che di educazione se ne intendeva, qualche adulto abbia da obiettare: “Ma no! Ma è pericoloso! Non lo permetterei mai a mio figlio o a mia figlia! A scuola non si può, chi li sente poi i genitori?” lo inviterei a riconnettersi per un attimo alla propria infanzia, ai desideri di quei tempi e alle scorribande nella natura che a noi sono state permesse. Se, come immagino, il contatto con quelle prime esperienze risveglierà ricordi vividi e indimenticabili, di una bellezza e freschezza assolute, non solo dovrà cambiare presto idea, ma impegnarsi perché molti altri la cambino e il mondo diventi un luogo più entusiasmante e vivibile per tutti, non solo per i propri figli e i propri alunni.

*Università di Macerata

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