Una orchestra di carta,
il sogno di Valentina Verzola
«La musica deve essere per tutti»

Una orchestra di carta,
il sogno di Valentina Verzola
«La musica deve essere per tutti»

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L’INTERVISTA alla violoncellista e insegnante che ha portato in Italia questo metodo innovativo. «Bambini e bambine si legano allo strumento in cartone come il mastro Geppetto con il suo Pinocchio»

valentina_verzola

Valentina Verzola

di Alessandra Pierini

Una orchestra di strumenti di carta. E’ quella che propone Valentina Verzola, violoncellista e insegnante che presta la sua opera nel Maceratese e nella Scuola civica di musica Stefano Scodanibbio.
Ha avuto modo di far conoscere nel Cremonese e nel Milanese il modello didattico dell’Orchestra di carta, unico in Italia ed ispirato a “El Sistema del Maestro Abreu” del Venezuela, che si caratterizza nella scoperta della musica attraverso il gioco in particolare degli strumenti ad arco come violino e violoncello partendo dalla creazione di essi attraverso un percorso didattico volto a conoscere sia come sono formati sia come si trasformano attraverso la voce in veri e propri strumenti musicali.
«I ragazzi e le ragazze – spiega Verzola – si legano allo strumento in cartone come il mastro Geppetto con il suo Pinocchio che nel tempo potrebbe diventare uno strumento vero in legno e portare allo studio di esso. L’utilizzo del cartone è volto a sensibilizzare al riciclo dei materiali e dare nuova vita a ciò che vediamo come scarto.

Come ha avuto questa idea?
«Negli ultimi anni ho conosciuto il modello di El Sistema del Venezuela che propone ai suoi musicisti più piccoli la propedeutica musicale con lo strumento di carta. Ho voluto approfondire questo aspetto della didattica nella quale i bambini e le bambine giocando apprendono molto più velocemente, attraverso lo strumento senza corde iniziano a conoscere i ritmi e a sperimentare la loro vocalità. Lo scopo è quello di avvicinarli alla musica il più naturalmente possibile come se giocassero con le bambole in un gioco di ruolo che li immedesima nel personaggio del violinista o violoncellista ma prima di tutto in piccoli liutai, la costruzione dello strumento è motivo di condivisione con i genitori che insieme ai figli lo personalizzano, non ce n’è mai uno uguale e rispecchia molto le caratteristiche del bambino e della bambina».

Quale è stato il suo percorso musicale?
«Ho iniziato a 5 anni per motivi di salute, dissero a mia mamma di farmi cantare nel coro e mi innamorai perdutamente, non perdevo una lezione e in poco tempo mi portarono a fare l’ammissione per il coro di voci bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dove ho passato anni bellissimi facendo le prime esperienze anche da solista in operette di Autori molto importanti come Philip Glassa ed Ennio Morricone su palchi e teatri veramente mozzafiato, parallelamente ho iniziato a studiare il violoncello, che sentivo ancora più parte di me rispetto alla voce, fino ad entrare in Conservatorio e proseguire a livello professionale il sogno che oggi è diventato il mio lavoro. Vivere a Roma ha reso possibile che incontrassi sul mio cammino Maestri di altissimo livello artistico ed umano che mi hanno accolta nel bene e nel male preparandomi al mondo della musica fuori dall’aula di studio consapevole che c’è sempre qualcuno più bravo e preparato di noi perciò bisogna essere sempre pronti a mettersi in gioco e non lasciarsi abbattere».
violiniCos’è la musica per lei?
«La musica è stata da sempre il mio motore, è cambiamento ed evoluzione continua, mi ha fatto viaggiare, ha occupato i miei pensieri e le mie giornate fin da bambina e mi ha permesso di affrontare momenti molto difficili a testa alta e respiro controllato. È una madre severa e amorevole che mi ha insegnato a non tirarmi indietro nelle sfide, a combattere l’ansia, la paura, a gestire le emozioni, ha plasmato il mio carattere, sono molto testarda, ad ogni errore mi carico e se mi metto in testa una cosa o lo faccio o provo finché non lo faccio e questo sicuramente è un aspetto che caratterizza molti colleghi».

Cosa vuole trasmettere ai suoi alunni e alle sue alunne?
«La musica è per tutti e alla portata di tutti, è un elemento base per la crescita culturale ed emotiva dell’essere umano. Fa parte di noi da sempre, dal primo ritmo in assoluto che ascoltiamo, il nostro cuore. Oltre ad incuriosirli e condividere con loro questa passione il mio obiettivo è che dopo ogni lezione si sentano meglio, diversi rispetto a quando sono entrati in aula come è per me ogni volta che incontro qualcuno che vive la musica, intanto mi accontento di vederli tornare ad ogni lezione con il sorriso».

Il corso è già noto nelle scuole dell’infanzia e primarie del maceratese che negli ultimi anni hanno partecipato ai progetti scolastici dell’Associazione Ut Re Mi proseguendo nella Scuola civica di musica Stefano Scodanibbio nella quale ha sede il Nucleo El Sistema di Macerata con le sue 4 orchestre. L’Orchestra di Carta si svolge tutti i martedì dalle 17 alle 18 nella Scuola Civica, vicolo dell’Asilo 36



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