lunedì, Giugno 17, 2024

«I lavori del futuro avanzano
ma ci riportano dove siamo partiti:
è caccia alle soft skills»

INTERNET - Il professor Flavio Corradini è testimone dell'avanzata del digitale all'interno di sedi lavorative e della richiesta di titoli e competenze per l'ingresso nel mercato del lavoro. I suoi consigli alle nuove generazioni

 

Soft skills by Gerd Altmann Pixabay
Soft skills by Gerd Altmann Pixabay

di Michele Scarpinato*

I lavori del futuro richiedono obbligatoriamente l’utilizzo di Internet per poter essere svolti. Per comprendere meglio il mondo del digitale abbiamo intervistato il professor Flavio Corradini, laureato in scienze dell’informazione all’università di Pisa, con un dottorato in Ricerca e ingegneria informatica conseguito a “La Sapienza” di Roma e docente Unicam.

Flavio Corradini
Flavio Corradini

Quanto questa nuova tipologia di approccio lavorativo può influenzare i cosiddetti “vecchi lavori” manuali, come operaio e impiegato?
«Nell’ultimo decennio Internet ha preso piede più che mai all’interno della nostra società, e il periodo di lockdown ha fatto aumentare esponenzialmente l’utilizzo dei social, degli e-commerce, dell’e-learning/training. Innegabile l’avanzare dei “nuovi lavori” che si svolgono usando Internet, ma questo sviluppo tecnologico in realtà ci riporta sempre di più da dove siamo partiti. Ad esempio c’è sempre più richiesta dei cosiddetti prodotti col marchio  “Made in Italy”. In realtà quindi i cosiddetti “vecchi lavori” non sono mai andati fuori moda, perché il settore calzaturiero, tessile, gastronomico sono fondamentali per il prestigio dell’Italia, la sua reputazione nel mondo. Ci sono nuovi lavori grazie a internet ma non bisogna dimenticare da dove veniamo».

Cosa devono fare le generazioni più giovani per approcciarsi a questo nuovo mondo?
«Secondo me la cosa migliore sarebbe frequentare l’università e proseguire gli studi, perché lo studio apre tante porte, non solo in funzione di occasioni lavorative ma anche del mindset, della mentalità e della concezione della vita. Ogni studente e studentessa si confrontano con docenti che hanno un corposo carico di esperienza e possono insegnare e trasmettere quelle soft skills, le abilità di comunicazione e sociali di cui tanto si parla negli ultimi anni, che è impossibile imparare solo dai libri».

Nel caso una persona non si sia laureata ma voglia mettersi in gioco, che risorse ha a disposizione?
«C’è bisogno di una buona dose di curiosità, di voler conoscere e aggiornarsi. Ci sono moltissimi corsi validi e su Internet troviamo tutto quello che ci serve per poter imparare quello che vogliamo, ma dobbiamo avere lo stimolo e la curiosità, per studiare tanto. Si può ambire a diventare i migliori in quella nicchia che scegliamo di approfondire, perché ci sono così tante cose da imparare che focalizzandosi su una sola avrete abbastanza informazioni per una vita intera. Una delle mie citazioni preferite è quella di Albert Szent-Gyorgyi: “L’innovazione consiste nel vedere ciò che hanno visto tutti, pensando ciò che non ha pensato nessuno”».

*Michele Scarpinato, studente del liceo artistico “Cantalamessa” di Macerata. Articolo realizzato nell’ambito del progetto “Alternanza scuola lavoro”

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