sabato, Luglio 13, 2024

Il libro di don Ansano Fabbi
in dono a 36 alunni e alunne
«Così seminiamo un po’ di Visso»

INIZIATIVA - Il testo scritto oltre cinquant'anni, è stato ristampato dall’associazione “Visso Futura”. Un modo per ricostruire il centro distrutto dal sisma anche socialmente

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Alcuni bambini con la loro copia del libro

Un libro per valorizzare la memoria: “Visso e le sue valli”, scritto oltre cinquanta anni fa da don Ansano Fabbi, è stato ristampato dall’associazione “Visso Futura” e donato agli studenti dell’Altonera. «Con questa mia ulteriore fatica, presento ai cercatori di memorie e di bellezze artistiche, l’alta Valle del Nera, con al centro Visso e intorno gli estremi confini delle valli di Ussita e di Castelsantangelo, l’altipiano di Macereto e la zona montuosa di Mevale e Fematre. Essa at­tualmente appartiene alle Marche, ma storicamente per due millenni, ha fatto parte della stirpe e della regione umbra. L’Umbria ha formato il carattere forte e costante della genie vissana, ma la vicina Marca lo ha ingentilito con un’arte briosa e piacevole». Con queste parole don Ansano Fabbi racconta in premessa ai “cercatori di memorie e bellezze artistiche” cosa lo spinse a scrivere un libro su questi territori. Era il 1964. Il sindaco Silvio Sensi nella sua premessa parlò di saggezza delle rubriche scritte da Fabbi, capaci di suscitare ammirazione e riflessione.

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Alcuni componenti dell’associazione “Visso Futura”

Il libro “Visso e le sue valli” di don Ansano Fabbi, grazie alla volontà dell’associazione “Visso Futura”, è stato ristampato per le edizioni “Il Formichiere” di Marcello Cingolani con l’introduzione alla stampa anastatica del critico e curatore indipendente Maurizio Coccia e donato venerdì 18 dicembre a tutti gli alunni e le alunne delle elementari e medie dell’istituto Pietro Capuzi di Visso, in cui ci sono anche studenti provenienti da Ussita e Castelsantangelo. «Stiamo seminando un po’ di Visso. Forse tra vent’anni nascerà qualcosa», ha dichiarato il presidente dell’associazione “Visso Futura” Roberto Flammini. Il quale, lontano dalla cittadina, vorrebbe che i 36 bambini e bambine presenti oggi nel plesso scolastico, possano conoscere e amare questi luoghi, di cui ora purtroppo si fa fatica ad immaginarne il futuro e probabilmente anche il passato. Alcuni di loro sono molto piccoli e non ricordano lo splendore di uno dei borghi più belli d’Italia, non ricordano come era Visso prima che un sisma così forte nel 2016 ne distruggesse la sua bellezza e con essa una parte della storia, della cultura e della socialità. Azioni come questa sono importanti anche per onorarne la memoria. «In queste occasioni tragiche c’è una rottura tra passato e presente. Dopo le prime settimane di scoraggiamento, c’è stato bisogno di uno scatto rappresentato dallo sguardo verso il futuro per cercare di progettarlo – dice Roberto Flammini -. Nell’ottobre 2018 abbiamo fondato questa associazione tra i cui scopi c’è quello di agire per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale, storico – artistico, ambientale, sociale ed economico dei territori dell’Altonera, di elaborare studi e ricerche, avanzando suggerimenti e proposte all’opinione pubblica ed alle amministrazioni pubbliche su temi che riteniamo importanti per la sua conservazione e la sua rinascita. Per noi si tratta di un dovere civico ineludibile, come cittadini vissani, in uno dei momenti più difficili della storia dei paesi dell’Appennino, in un periodo in cui si debbono prendere decisioni e formalizzare provvedimenti che segneranno il futuro delle nuove generazioni. Noi abbiamo l’obbligo di consegnare delle idee, proporre progetti affinché quelle scuole possano essere ripopolate grazie a delle strategie a lungo termine che possano consentire di aumentare la popolazione come era prima, in quegli anni in cui il libro prendeva forma. Allora, 250 bambini della valle frequentavano la scuola. Oggi, senza una strategia che accanto alla ricostruzione materiale affianchi quella socio economica, andremo incontro alla creazione di “gusci vuoti” come li ha giustamente chiamati il commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini – conclude il presidente dell’associazione “Visso Futura” -. Spetta anche ai cittadini fare la loro parte e contribuire a far conoscere la storia e la cultura dei nostri luoghi, fatta anche di tramandi orali che grazie all’opera di Fabbi abbiamo la fortuna di possedere e l’onere e l’onore di valorizzare. Anche con questi obiettivi “Visso Futura” ha voluto riprodurre in stampa anastatica questo testo organico sulla storia di Visso e le sue valli, che dovrà essere nelle case di chi ama questi paesi, perché siamo convinti che il futuro non si progetta se non si guarda al passato».

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Roberto Fammini, presidente dell’associazione

Nel corso della distribuzione avvenuta all’esterno della scuola, il libro è stato consegnato nominalmente ad ogni alunno. Nella pagina finale del testo è stato riportato il giorno della consegna e il nome dello studente a cui l’opera è stata destinata. Un segno dell’importanza che ogni piccolo cittadino riveste per il futuro del paese. Una azione che ben si inserisce nel progetto portato avanti da alcune classi dell’Istituto dal titolo “L’uomo volante”, come ha ricordato la professoressa Maura Antonini che ha contribuito all’organizzazione dell’evento: «Per volare verso il futuro, occorre stare con i piedi ben piantati a terra, attaccati alle radici, rappresentate anche dal nostro passato”. Don Fabbi, nella premessa al libro, cita i versi dell’idillio “Alla luna” di Leopardi: «Oh come grato occorre il rimembrar delle passate cose, ancor che triste, e che l’affanno duri». Del poeta recanatese, oltre all’originale di “Alla luna”, Visso conservava numerosi manoscritti, su tutti “L’Infinito”. Don Fabbi allora si augurava: «Ho la speranza che queste “rimembranze” siano utili allo sviluppo turistico di questa altrimenti poverissima zona, alla conservazione del suo patrimonio artistico e della pittoresca ambientazione medievale della città». Un augurio ripreso dall’associazione “Visso Futura”. Il libro si può trovare all’Edicola Emporio, nelle Strutture Gemelle in via Cesare Battisti e nella Pasticceria Sibilla. Chi vuole chiedere maggiori informazioni o la spedizione, può scrivere all’indirizzo di posta elettronica vissofutura@gmail.com.

 

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