mercoledì, Maggio 22, 2024

«A scuola mi picchiavano,
lo sport è stato il mio riscatto»

TESTIMONIANZA - Leonardo Cesaretti, 16 anni e Alfiere della Repubblica, ha raccontato alle classi dell'istituto Antinori di Matelica la sua esperienza di bambino vittima di bullismo: «Ora frequento le scuole superiori e guardo al futuro con gioia e speranza»

IMG-20190403-WA0003«Quando avevo 11 anni sono stato vittima degli attacchi di un gruppo di ragazzi più grandi, a scuola e fuori. Mi accerchiavano, mi picchiavano e facevano “giochi” pericolosi persino col fuoco. È stato difficile ma ora li ringrazio perché, per sfuggire a loro, ho incontrato la Polisportiva Castelli Insieme onlus che mi ha permesso di spostare l’attenzione su me stesso e su chi ne aveva più bisogno». Leonardo Cesaretti, 16 anni, è stato recentemente insignito del titolo di Alfiere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella e in questi giorni ha portato la sua testimonianza alle classi dell’istituto Antinori di Matelica. Con lui anche l’assessore Pietro Valeriani.

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Il riconoscimento ricevuto dal presidente Sergio Mattarella

Leonardo ha raccontato i suoi problemi con il bullismo, ma ha anche indicato la via con cui è sfuggito a questo tipo di violenza e ha trovato nuove motivazioni per prendersi cura di sé e del prossimo. Al momento infatti è impegnato come volontario e sostegno attivo anche nell’Albalonga Wheelchair hockey di Albano Laziale, dove aiuta i ragazzi disabili nell’attività agonistica dell’hockey su sedia a rotelle, a testimonianza di come l’inclusione consenta di superare pregiudizi e barriere. «Lo sport è stato il mio riscatto – ha spiegato Leonardo -. Ora frequento le scuole superiori e guardo al futuro con gioia e speranza. Perché la vita è bella!». Molti gli applausi per il giovane e anche una medaglia con inciso un pensiero di Robert Baden Powell, fondatore dello scoutismo: “L’antidoto principale contro un cattivo ambiente consiste nel sostituirlo con uno buono.” A spiegare bullismo e cyberbullismo anche lo psicologo Aquilino Calce, che ha indicato anche alcune soluzioni. L’incontro è stato organizzato dalla comunità Masci Matelica. Il prossimo incontro è il 6 aprile, sempre a Matelica, con “Genitori, occhio: il bullismo non è un gioco da ragazzi”. L’appuntamento è dalle 16,30 alle 19 nella sala Boldrini di palazzo Ottoni. Per l’occasione sarà distribuita una guida con informazioni su bullismo e cyberbullismo, scritta dalla criminologa Eleonora Nocito, relatrice dell’incontro.

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1 COMMENT

  1. Quando leggo queste notizia mi si riempie il cuore di speranza per un futuro più umano e civile. Oggi il fenomeno del bullismo è più e steso e virulento che in passato. Il bullismo è un effetto mentale da parte di vigliacchi, sia che operino in gruppo, che singolarmente. Quando facevo la prima media a Nervi-Genova fui oggetto di stressanti violenze da parte di un coetaneo psicotico, più grande in età e stazza, al punto che non volevo più andare a scuola. Intervenne mia madre con il preside dell’istituto e le violenze cessarono. Erano epoche in cui l’autorità della gerarchia nel senso più vasto del termine contava. Oggi, è saltato tutto e la società intera è in confusione. Quindi la vittima è in balia degli eventi. Il ragazzo di cui all’oggetto ha dimostrato una grande padronanza e saggezza, mettendo attenzione e intenzione su qualcosa di positivo e di piacevole. Ma quanti soffrono perché nessun aiuto viene, o dalla famiglia, o dalla scuola, o dalle forze dell’ordine, e così via? Sono molto preoccupato perché noto che in questi ultimi tempi i casi di violenza e di crimine sono aumentati, quasi fossimo in presenza di un piano diabolico. Per cui dialettiche, aiuti psicologici ed altro sono pannicelli caldi. Come per la lotta alla droga mediante le comunità terapeutiche e le conferenze informative, che si sono rivelate inutili: per uno che esce dalla droga cento ne entrano. Sarà necessario un cambio di punto di vista? Ossia passare dal buonismo del diritto, ad un diritto in cui si usa la violenza di nuove leggi drastiche per vincere la guerra, o per ostacolare fortemente il fenomeno. La pena di morte per i crimini più efferati e la gogna con pene corporali, ormai in disuso da tanto tempo? Generalmente siamo in presenza di individui vigliacchi, che esercitano la loro violenza e il loro crimine in quanto non esiste una violenza maggiore legale che li fermi. Perciò si permettono di colpire le loro vittime col bullismo, oppure di renderle schiave con lo spaccio della droga, perché sanno che non esiste una reazione drastica e fortemente persuasiva atta a fermarli.

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