lunedì, Luglio 22, 2024

Quando il pallone
si giocava col bracciale:
conosci questo sport?

CAMPIONI - Prima del calcio c'era già uno sport che faceva impazzire i tifosi e i cui giocatori erano ricchi, belli e famosi. Treia e Macerata erano le due capitali e gli Sferisteri i campi da gioco. Scopri la storia della palla a bracciale. Gli appuntamenti della Disfida fino al 6 agosto

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Il bracciale di legno di sorbo e la palla di cuoio

Nel linguaggio comune dire vado a giocare a “calcio con gli amici” oppure usare la frase “Vado a giocare a pallone” è praticamente la stessa cosa. In passato però non era così. Sapevi infatti che circa 200 anni fa esisteva un altro sport con la palla, chiamata appunto pallone, che era popolarissimo e i cui campioni potevano essere paragonati per fama e ricchezza a Leo Messi oppure Cristiano Ronaldo? Questo gioco si chiamava il gioco del pallone col bracciale ed era molto praticato nelle Marche, specialmente nella provincia di Macerata. La superstar della palla al bracciale, per intenderci il top player, era di Treia e si chiamava Carlo Didimi. Nel 1821 la sua fama era all’apice e addirittura il grande poeta di Recanati, Giacomo Leopardi, scrisse una famosa canzone “Ad un vincitore nel gioco del pallone”.

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Un giocatore del pallone

Leopardi non era una persona che si faceva impressionare facilmente, quindi se è arrivato a comporre per questo sport significa che era realmente avvincente ed emozionante. Il gioco del pallone con il bracciale fa parte della grande ed antica famiglia degli sport sferisterici, quelli cioè effettuati usando una palla. Il gioco del bracciale ha perciò radici antiche anche se il suo maggior sviluppo è avvenuto nell’epoca rinascimentale, quando favorito da principi e signori, raggiunse vertici tanto elevati di spettacolarità e notorietà da suscitare grande entusiasmo popolare e costituire argomento per componimenti di letterati e poeti. Il gioco si praticava in speciali arene.

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Una dimostrazione di palla a bracciale nello Sferisterio di Macerata

Secondo te a cosa serviva il famoso Sferisterio di Macerata? Proprio per giocare alla palla a bracciale. Le regole infatti sono un misto tra tennis e battimuro: con un pesante bracciale di legno bisogna colpire la palla e lanciarla nella metà campo avversaria. Pensa addirittura, come nel baseball, si potevano fare i fuori campo e guadagnare dei punti. Se ci fai caso lo Sferisterio di Macerata ha un enorme muro che serviva proprio per far rimbalzare la palla. Quindi la sua origine era sportiva e non per concerti o per l’opera come oggi. Le dimensioni del muro devono essere di almeno 20 metri di altezza e il campo deve misurare dagli 80 ai 90 metri di lunghezza e dai 16 ai 20 metri di larghezza. Lo Sferisterio fu costruito e regalato da quelli che sono chiamati i 100 consorti. 100 benefattori che insieme hanno donato questo monumento alla città per il gioco della palla a bracciale. Anche a Treia c’è uno sferistero, inaugurato nel 1818.

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Una vera partita di palla a bracciale nell’arena Carlo Didimi di Treia

Treia infatti oggi è la vera capitale del gioco perchè è una delle pochissime città nel mondo che ha mantenuto viva questa tradizione che, ad esempio a Macerata, si è perduta. Al bracciale si gioca tre contro tre e le partite sono davvero spettacolari. Come facciamo a saperlo? Semplice, basta guardare uno dei tanti match che si disputano per il campionato italiano. Infatti il bracciale è ancora attivo e si pratica soprattutto in alcune località del centro Italia. Anche Macerata ha rimesso in piedi la sua squadra e proprio il 15 e 16 ottobre organizzerà i campionati italiani, a Treia però perchè lo Sferisterio maceratese non può essere utilizzato (leggi l’articolo). La città amica di Treia ci “presterà” quindi il campo. Se sei curioso ricordati che la squadra di Macerata è nata da poco e ha bisogno di giovani campioni. Presto verranno anche nella tua scuola e magari sarai proprio tu il Carlo Didimi del 21° secolo.

DISFIDA DEL BRACCIALE – TREIA – DAL 28 LUGLIO AL 6 AGOSTO –   La 39ma edizione della disfida del bracciale di Treia prevede nel suo cartellone lungo ben dieci giorni anche momenti godibili per i piccoli.  Per le serate di domani e venerdì 3 e  4 agosto è prevista alle  21.30 un’animazione circense per le vie del borgo mentre il 5 e l’8, giorno di chiusura della disfida, alle  21 sarà organizzata una “Educational Square”, in piazza Piave “costruisci, gioca e impara” e per color che preferiscono l’incanto della giocoleria quella stessa sera alle 21.30 i Mercenari d’oriente Jaclar si esibiranno in uno spettacolo giullaresco, col fuoco!, e acrobatico  Naturalmente la sera del 6 agosto alle 24 il tutto si chiuderà con uno spettacolo pirotecnico sempre se i piccoli riusciranno a restare svegli!

 

Marco Ribechi
Marco Ribechi
è l’esploratore della redazione. Ama la natura e gli animali, va in missione con il suo fido compagno Teo. La sua passione sono i viaggi avventurosi. Lui è “Rio”. Soffre il freddo tremendamente e aspetta tutto l’anno l’arrivo del sole e della bella stagione. Per rilassarsi strimpella un po’ la chitarra. Sportivo ha la passione per la bicicletta.

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