lunedì, Maggio 20, 2024

Scoprono cosa mangiavano i pellegrini
e vincono una borsa di studio

MACERATA - Il terzo G dell'Istituto tecnico agrario "Giuseppe Garibaldi" ha condotto un'indagine storica sulle abitudini alimentari di coloro che si mettevano in marcia lungo la via Lauretana

I ragazzi della 3G sono stati premiati con una borsa di studio
I ragazzi della 3G sono stati premiati con una borsa di studio

Cosa mangiavano i pellegrini che percorrevano la via lauretana? A scoprirlo sono stati i ragazzi del 3 G dell’Istituto agrario “Giuseppe Garibaldi” di Macerata che attraverso fonti storiche hanno ricostruito ricette e si sono soffermati sulla natura dei cibi e distinguendo sul piano semantico e allegorico il viator dal peregrinus.

Col loro lavoro, particolarmente attuale visto che Macerata aderirà all’associazione dei Comuni che fanno parte dell’itinerario,  hanno vinto la prima edizione del Certame Prenestino ricevendo una borsa di studio del valore di 350 euro. La classe è stata premiata il 9 giugno a Roma grazie al saggio “Nutrire l’anima: viaggiatori alla ricerca del perdono lungo la Via Lauretana”. A svolgere il lavoro Edoardo Bernini, Massimiliano Cabrera, Sebastiano Campanari, Martina Carella, Valentina Cartechini, Lorenzo Cortigiani, Elia Erasti, Maria Chiara Fuso e Martina Giacinti. I ragazzi sono stati inoltre guidati nel progetto dalle professoresse Grazia Di Petta e Laura Ciommei. Il tema posto dal concorso è stato “Il cibo dei pellegrini nel Medioevo”.

Pellegrini di oggi
Pellegrini di oggi

Il saggio scritto dai ragazzi ha seguito una prospettiva di indagine basandosi sui racconti dei pellegrini che percorsero la Via Lauretana. Il punto di partenza è stato il Journal de Voyage en Italie, cioè un insieme di annotazioni e considerazioni delle abitudini e dei paesaggi locali fatte dal filosofo francese Michel Eyquem Montaigne, che percorse la Via nel 1581. I ragazzi, in una sorta di viaggio nel tempo, hanno letto Il Giornale focalizzando l’attenzione sul tratto di percorrenza compreso tra Macerata e Loreto. Sono state analizzate le fonti storiche ricostruendo ricette e soffermandosi sulla natura dei cibi e distinguendo sul piano semantico e allegorico il viator dal peregrinus.

Il lavoro svolto è stato considerato “un percorso di ricerca accurata della cultura medioevale, offrendo una interpretazione del cibo come strumento di identificazione sociale, religiosa ed etica. Ha così ricreato l’ambiente medioevale e le abitudini alimentari del tempo organizzando un lavoro interdisciplinare eccellente”.

La cerimonia di premiazione ha rappresentato un appuntamento nell’ambito della VI edizione del Cerealia Festival, durante il quale è stata ricordata la figura dell’illustre agronomo e genetista maceratese Nazareno Strampelli.

 

La Statale della Val di Chienti nei pressi di Colfiorito, con il castelliere di monte Croce di Cassicchio sullo sfondo. Il tracciato moderno ripercorre l'itinerario della Lauretana vera e propria
La statale Val di Chienti nei pressi di Colfiorito, con il castelliere di monte Croce di Cassicchio sullo sfondo

STORIA – La via Lauretana è un’antica via di pellegrinaggio mariano che, fin dal Medioevo, ha collegato Roma al Santuario della Santa Casa di Loreto.

La strada fu molto battuta nel XVI e XVII secolo, in connessione con il pellegrinaggio mariano, ma risulta essere già frequentata dal XIII secolo, quando aveva la funzione di collegare Roma al porto adriatico di Ancona.

Il tratto che si distacca dalla Flaminia a Foligno, che può essere propriamente detto via Lauretana, si conserva oggi in quello della moderna Strada statale 77 della Val di Chienti.

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1 COMMENT

  1. Cari Amici dell’Istituto Agrario, alla mia epoca il vostro Istituto era quello frequentato dai contadini e snobbato da chi era medio e piccolo borghese, come lo ero io. Oggi, avrei fatto il vostro stesso Istituto, perché è ora di ritornare alla Natura e alla terra, l’unica che non ci tradisce, se l’amiamo e la trattiamo come se fosse un essere vivente. Come in effetti è.
    L’esoterismo di insegna parecchio sulla vita della Natura, dai vari corpi invisibili del regno delle piante e degli animali. E degli Spiriti di Natura, gli Elementali della Terra, dell’Acqua e dell’Aria, che aiutano nel lavoro dei campi. Fin nel 1700 i contadini avevano contatti con queste entità spirituali, che spesso si materializzavano e quindi erano visibili all’occhio fisico. Oggi, quegli Elementali sono veramente arrabbiati con gli Umani per i veleni che noi spargiamo in agricoltura. Gli Elementali furono creati per coadiuvare il Creatore ad evolvere la Natura. Si potrebbero contattare, come fecero gli Alchimisti della metà del XV secolo. Però, lo sconsiglio. Non il Vangelo, ma il Corano parla dei Jinn, ossia degli Elementali.
    Sarebbe interessante leggere la vostra ricerca. Cronache Maceratesi garantisce una informazione efficiente e imparziale. Conoscono la mia e-mail. Magari speditemi la vostra ricerca, per poi riparlarne.

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