lunedì, Maggio 20, 2024

Litigare in santa pace

MACERATA - Il litigio è normale, necessario e fa persino crescere un po'. I grandi possono guardare da lontano, senza intervenire subito, perché i bambini trovino la loro soluzione. L'argomento sarà approfondito da Daniele Novara il 20 aprile nell'aula A di Unimc, in via Garibaldi 20

Paola Nicolini
Paola Nicolini

di Paola Nicolini*

Ma lo sai che tutti i bambini e le bambine litigano? Eh sì, è proprio così: si arrabbiano, urlano, piangono, pestano i piedi per terra, fanno il broncio, dicono brutte cose l’uno contro l’altro.
Soprattutto se hai un fratellino o una sorellina, le occasioni per litigare non mancano mai, vero? Chi si mette davanti nella macchina quando si va fuori? Chi sceglie il cartone da vedere in tv? Chi vuole il gioco che uno o l’altro ha in mano, appena lo prende? Chi sale sulle ginocchia del babbo, quando c’è già la sorellina? Chi prende la parola a tavola quando il fratellino stava già parlando? Chi vuole farsi addormentare dalla mamma, anche quando sarebbe il turno del fratellino o della sorellina?
Insomma, ce ne sono di motivi per litigare, durante una giornata!
Quindi lo sai già che tutti i bambini e le bambine litigano, soprattutto tra fratelli e sorelle. Quel che forse non sai e che ora ti diciamo noi, è che litigare non solo è del tutto normale, ma anche che nel litigio si possono imparare alcune cose importanti e persino crescere un po’.
Allora, vuoi sapere perché?

Due scimmiette sorelle che litigano
Due scimmiette sorelle che litigano

Innanzitutto perché il litigio ti fa capire che non tutti la pensano allo stesso tuo modo, che ci sono idee e gusti diversi, che si vogliono difendere con energia e con determinazione. Questa è una importante scoperta, un po’ faticosa ma molto interessante, perché le idee degli altri a volte sono persino meglio delle proprie e perché forniscono informazioni su aspetti della realtà che da soli non si potrebbero conoscere e talvolta neppure immaginare.
In secondo luogo, se si vuole partire con la macchina, guardare un cartone, riprendere a giocare, abbracciare il babbo, dire ciò che si voleva, andare a letto col racconto da parte della mamma, alla fine bisogna trovare una soluzione. E qui viene proprio il bello! Dopo essersi arrabbiati, essersene dette di tutti i colori, dopo aver urlato e magari pianto, viene il momento in cui è necessario trovare una soluzione al conflitto. In alcuni casi sono i familiari che aiutano a trovarlo, ma la cosa più bella e che dà soddisfazione è quando il modo di risolvere la questione la trovano i bambini stessi.
Allora, se ci pensi bene, fai un sacco di cose coi tuoi pensieri: ad esempio immagini qualcosa di più attraente per la sorellina che diriga la sua attenzione su un altro gioco; oppure ti ricordi di qualcosa che piace molto al tuo fratellino e che lo faccia star bene e contento, anche se dovrà viaggiare sul sedile posteriore della macchina, invece che davanti, come avreste voluto tutti e due; a volte ti viene in mente che si può fare a turno nello scegliere il cartone; altre volte suggerisci che stasera c’è la nonna, così brava a raccontare le storie, persino più brava della mamma, così puoi farti accompagnare da lei a fare la nanna mentre il fratellino o la sorellina si attardano a sentire i racconti della nonna; in qualche caso sei disposta a cedere un tuo piccolo gioco, che tuo fratello ti ha chiesto tante volte e che sai gli piace moltissimo, in cambio del giocattolo per il quale stavate litigando.

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Insomma, per risolvere il litigio hai bisogno di trovare una soluzione che faccia così contento l’altro da non averlo più come un momentaneo nemico. Questa ricerca è molto importante, perché ti aiuta a pensare all’altro, a come farlo essere soddisfatto, mentre cerchi di essere soddisfatto tu stesso. Per farlo devi contemporaneamente tenere presenti i tuoi bisogni e quelli dell’altra, un bell’esercizio che aiuta a costruire le relazioni con tutti gli altri intorno a te e che ti tornerà utile anche da grande, ad esempio quando avrai un fidanzato o una fidanzata e persino quando sarai nel tuo futuro posto di lavoro.
Allora ti consigliamo di dire ai tuoi genitori che litigare fa bene, basta non picchiarsi e non farsi male. La rabbia è necessaria, qualche urletto ci sta, il broncio pure. I grandi possono osservarvi da lontano, senza intervenire subito con le loro soluzioni, che non sempre sono quelle che più ti soddisfano, vero?
Quindi, buoni litigi a te. E ai grandi puoi dire di leggere il libro di un simpatico pedagogista, Daniele Novara, che ha scritto “Litigare fa bene. Insegnare ai propri figli a gestire i conflitti per renderli più sicuri e felici”. Anzi, dì che Daniele viene all’Università di Macerata il 20 aprile, per parlare proprio di litigi e di conflitti, così potranno saperne di più e lasciarvi litigare in pace.

*Paola Nicolini, Psicologa dello sviluppo e dell’educazione, Università di Macerata

 

Alessandra Pierini
Alessandra Pierini
mamma di Riccardo ed Angelo e esperta di parole. La sua penna è una bacchetta magica, per questo il suo soprannome è “Stilo”. Trasforma l’attualità di Macerata e provincia in articoli e racconti avvincenti.

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1 COMMENT

  1. ottimo articolo e spunto di riflessione.
    interessante sapere fino a che punto e per quanto tempo permettere i lunghi capriccetti dei nostri pargoli e quando invece bisogna intervenire vietandoli onde evitare di viziarli.
    un papà

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